Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 11/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia-Air France, così l'alleanza nei cieli. Domani il cda di Cai approverà l'accordo della durata di otto anni. Se un socio supera il 50% dovrà lanciare un'opa

Parigi nei primi quattro anni può aumentare la propria quota in caso di aumento di capitale inoptato

MILANO - Air France può prendere quota dal suo 25% in Alitalia nei primi quattro anni esercitando il diritto di prelazione, assieme agli altri soci italiani, sull'eventuale inoptato di un possibile aumento di capitale. E tra gli azionisti della nuova compagnia che spiccherà il volo martedì, si registrano alcune novità: oltre al rafforzamento del gruppo Riva, tramite la Fire spa al 10,6% grazie all'acquisto di parte delle azioni detenute da Roberto Colaninno (Immsi) diluitosi al 7% rivelato ieri da Il Messaggero, ci sarebbe il ritorno a bordo - sia pure con quote simboliche di 10 mila euro (0,0015%) - di Marinvest (Aponte), Lauro Quaranta (Clessidra), Findim Group (Fossati) che già facevano parte dell'equipaggio di partenza di Cai ma che erano sbarcati per alcune divergenze. Domani alle 13 alla Magliana il consiglio di Alitalia approverà il corposo accordo (investment agreement e partnership agreement) con Air France che la compagnia francese ha già deliberato due giorni fa. Al termine (attorno alle 17,30 per esigenze di mercato a Parigi dove Air France è quotata) i dettagli dell'alleanza verranno illustrati da Roberto Colaninno, Rocco Sabelli, Jean Cyril Spinetta e Pierre Henri Gourgeon. Il cda dovrà anche convocare l'assemblea straordinaria per cambiare lo statuto alla luce delle intese coi francesi che riceveranno azioni B con diritti patrimoniali e pochissimi poteri nella gestione, tranne il potere di veto nel caso in cui il cda di Alitalia, dopo i primi cinque anni - coincidenti col lock up, obbligo a mantenere le azioni - decidesse di vendere la compagnia a un terzo. Air France si è, quindi, in qualche modo tutelata a fronte dei 322,481 milioni di investimento, di cui 167,088 di valore nominale e 155,392 milioni di sovrapprezzo, pari a un prezzo per azione di 1,930 euro. L'accordo avrà la durata di otto anni. Parigi potrà nominare tre rappresentanti nel cda che sarà portato a 19 e due in esecutivo elevato a 9. La composizione del board dovrebbe recepire le modifiche nell'azionariato assegnando un altro posto a Riva, assottigliando la presenza di Immsi alla sola poltrona di Colaninno e dando spazio ai nuovi entrati tra cui Achille D'Avanzo. Il decollo di Air France nel capitale di Alitalia potrà avvenire dopo i cinque anni in forza del diritto di prelazione riconosciuto anche alle azioni B sulla vendita delle quote dei soci italiani. Dal 2013 qualunque socio, quindi anche i francesi, che dovesse raggiungere il 50,01% del capitale, sarà tenuto a lanciare una specie di opa sul 100%. La partnership prevede il raggiungimento di un ebit, corrispondente al valore delle sinergie fra le due compagnie, fissato a 720 milioni entro tre anni: ma se nel 2011 questo valore non raggiungerà la metà, cioè 360 milioni, o Parigi non dovesse adempiere ad altri impegni, Alitalia si sarebbe lasciata le mani libere di sciogliere l'alleanza liquidando il socio transalpino del capitale più interessi. Le sinergie sarebbero generate da otto aree di collaborazione, di cui le principali costituite dai programmi di fidelizzazione (MilleMiglia), l'acquisto centralizzato del carburante e la vendita dei biglietti: sarebbe prevista una commissione del 15% circa sui ticket venduti da una compagnia su una rotta a lungo raggio effettuata dal partner. Ma team comuni delle due compagnie lavoreranno per individuare altre aree per migliorare i risultati. Nella partnership agreement dove spicca il ruolo di hub di Fiumicino riconosciuto dal piano Cai, non si farebbe alcun riferimento esplicito alla valorizzazione di Malpensa che è comunque un impegno solenne assunto da Colaninno e Sabelli con la benedizione di Silvio Berlusconi per mediare nello scontro feroce con la Lega e il partito lombardo. Ma tra Italia e Francia ci sarebbe l'intendimento che dovrebbe annunciare Colaninno, di elevare dopo due anni dagli attuali 3 a 14 i voli intercontinentali in partenza dallo scalo varesino a due condizioni: un rafforzamento delle infrastrutture di collegamento con l'aeroporto lombardo e il ridimensionamento dello scalo di Linate a navetta sulla tratta Milano-Roma. Con conseguente trasferimento a Malpensa delle rotte internazionali.



www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it