L'AQUILA - Sembra davvero fatta per Nazario Pagano alla presidenza del Consiglio regionale. L'intesa sarebbe stata raggiunta a Roccaraso dove ieri si è conclusa Neveazzurra 2009 con l'intervento del ministro Renato Brunetta e quello di Silvio Berlusconi in diretta telefonica. A Roccaraso c'erano tutti, o quasi, i big del centrodestra abruzzese, e a loro, in particolare al coordinatore regionale Filippo Piccone e allo stesso governatore Gianni Chiodi, Pagano avrebbe dato la propria disponibilità per la presidenza del Consiglio. La nomina dovrà comunque passare al vaglio del nuovo Consiglio regionale perché si tratta, com'è risaputo, di una carica elettiva. Ma da questo punto di vista non esistono problemi, perché il centrodestra può contare su un'ampia maggioranza e l'opposizione di solito si astiene quando si tratta di votare cariche istituzionali.
Il sì di Pagano, che in ogni caso avrebbe preferito fare l'assessore sia per il ruolo nei passati Consigli (è stato consigliere segretario con Giovanni Pace governatore, e capogruppo di Forza Italia quando a guidare la Regione era Ottaviano Del Turco), sia per la performance alle recenti elezioni regionali, ha il vantaggio di semplificare il compito di Chiodi per la formazione della nuova Giunta. Ma a parte la composizione dell'esecutivo, il nuovo governatore vede con favore la scelta di Pagano perché ritiene che sia la più adatta per una stretta collaborazione tra la presidenza della Regione e la presidenza del Consiglio. Un'intesa che era di fatto mancata sia con la Giunta Pace, sia con la Giunta Del Turco.
Ma da Roccaraso sarebbe arrivata anche un'altra conferma. La nuova Giunta regionale dovrà essere caratterizzata anche da un marcato equilibrio territoriale. Ogni provincia dovrebbe avere lo stesso numero di assessori pur con le dovute eccezioni. Dovrebbero così essere due, ad esempio, gli assessori dell'Aquila, uno marsicano e uno del capoluogo: Daniela Stati e Giorgio De Matteis, oppure Daniela Stati e Gianfranco Giuliante. Perché, anche considerando le eccezioni, sembra difficile che la provincia dell'Aquila possa ottenere tre assessorati.
Un altro nodo da sciogliere è quello del capogruppo del Pdl. Giuseppe Tagliente sembrerebbe il più indicato, con l'esperienza che ha, e perché ha accettato alla fine di fare un passo indietro rinunciando ad un assessorato. Un'altra scelta possibile è quella di Luca Ricciuti, ma a suo sfavore gioca l'inesperienza: è la prima volta che entra in Consiglio regionale, ed essere alla testa di un gruppo di tantissimi consiglieri sarebbe per lui tutt'altro che facile.
Nel Pd invece la scelta del capogruppo ruota attorno a tre nomi: Claudio Ruffini, Giuseppe Di Luca e Camillo D'Alessandro, con qualche preferenza per D'Alessandro che già conosce i meccanismi dell'assemblea.