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Pescara, 04/05/2026
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13/01/2009
Il Centro
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Disabili, la protesta parte dalla città di Chiodi. Teramo, ottenuta la promessa del ripristino dei trasporti gratuiti |
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TERAMO. Lo dicono chiaramente: hanno scelto Teramo per discutere delle strategie per far ripristinare il trasporto gratuito ai disabili proprio perchè «a casa di Chiodi». Il vertice regionale della Fand, la federazione delle associazioni nazionali disabili, che si è svolto ieri a Teramo ha portato a casa un primo risultato. Berardo Rabbuffo, consigliere regionale di An, intervenuto alla riunione, ha assicurato che entro gennaio la tessera di libera circolazione verrà ripristinata. La Fand raggruppa l'Uici (ciechi e ipovedenti), l'Ens (sordomuti), l'Anmil (invalidi sul lavoro), l'Anmic (invalidi civili) e Unms (mutilati e invalidi per servizio). Ed erano presenti i rappresentanti delle associazioni nelle quattro le province. «Dal 2005 c'è la legge 44 per il trasporto gratuito ai disabili - che ha sostituito altre molto farraginose - ma va riapprovata di anno in anno. L'anno scorso non venne riapprovata, forse per disattenzione. Ma all'epoca ci fu una dichiarazione d'intenti dell'allora assessore Ginoble sulla copertura della spesa e così gli enti dei trasporti riassicurarono la gratuità», spiega Luigi D'Ostilio, coordinatore regionale della Fand. Nel 2009 si è riproposta la stessa situazione. Ma la lettera d'intenti con cui assicurare agli enti il saldo del mancato incasso per il trasporto dei disabili, con l'avvicendamento fra le due giunte regionali, non è stata fatta. «Non è una legge che privilegia qualcuno», commenta D'Ostilio, «parliamo di persone (più di settemila, ndr) che sono diventate disabili per servire la nazione e le istituzioni oppure di chi, quelli civili, vive con soli 8 euro al giorno e che ha dovuto interrompere delle cure perchè non ha soldi per pagare il trasporto, considerato anche che molti non possono guidare. Togliere un beneficio a persone del genere è un sacrilegio. Capisco che c'è necessità di risanare le casse della Regione, ma non si può partire con i tagli a chi è in uno stato di necessità. Rabbuffo ha detto che farà da tramite con Chiodi. Noi abbiamo chiesto - e Rabbuffo ha dato la propria disponibilità - che con una dichiarazione d'intenti entro gennaio si ridia il servizio ai disabili. Vogliamo la conferma di tutti i diritti acquisiti con anni di lotte democratiche». E, in seconda battuta, la Fand osserva che «serve una nuova legge che non debba essere rinnovata ogni anno. L'iter era a buon punto con la scorsa amministrazione, poi si è bloccato perchè Ginoble è stato eletto al parlamento». La Fand è molto determinata: «Aspettiamo che la nuova giunta si insedi e che abbia pieni poteri per deliberare, ma se poi non avremo la legge bloccheremo l'Abruzzo con le nostre carrozzine. Siamo in 70mila e possiamo farlo. Anche perchè non siamo soli: intorno a noi c'è molta solidarietà. Basti pensare alla raccolta di firme avviata a Montesilvano: in pochi giorni si è arrivati a duemila firme. Finora abbiamo ottenuto il riconoscimento dei diritti dei disabili con una normale dialettica democratica, ma se stavolta non sarà possibile passeremo a nuove forme di lotta».
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