L'AQUILA- Si mette di traverso Giorgio De Matteis. Il leader abruzzese del Movimento per le autonomie non sarebbe disposto a fare l'assessore né il vice presidente vicario del Consiglio regionale, ma mirerebbe dritto alla presidenza dell'assemblea. E' questo l'ultimo intoppo sul cammino di Gianni Chiodi, che mira a chiudere la partita della nuova Giunta regionale entro domani, intoppo che si rifletterebbe, sia pure indirettamente, sulla composizione dell'esecutivo. De Matteis rivendica una maggiore esperienza rispetto a Nazario Pagano (sono parole di un suo collaboratore) per «essersi fatto le ossa sia in Giunta sia in Consiglio», e avanza una rivendicazione di carattere territoriale: in 35 anni di Regione, avrebbe detto a Chiodi e a Filippo Piccone (e al telefono a Fabrizio Di Stefano), L'Aquila, il capoluogo di regione, non avrebbe mai avuto una presidenza. Insomma sarebbe arrivato il momento di sfatare questo tabù. De Matteis porta avanti anche un'altra considerazione, tutta di carattere politico: se si può parlare di coalizione di centrodestra in Consiglio regionale è grazie alla presenza del Movimento per le autonomie. Rialzati Abruzzo non sarebbe altro che un'emanazione di Forza Italia, e quindi del Pdl. Ma proprio oggi Rialzati Abruzzo dovrebbe costituirsi in gruppo autonomo, parola di Antonio Prospero.
Tornano dunque in alto mare le trattative per la composizione della Giunta? Non proprio. Di certo si sa che, a parte un incontro a quattro (Forza Italia, An, Mpa e Rialzati Abruzzo), previsto tra oggi e domani, il governatore neoeletto sembra in dirittura d'arrivo, e non è escluso che domani stesso possa rendere ufficiale la composizione della nuova Giunta regionale, come aveva promesso all'atto del suo insediamento.
Intanto pare ormai acquisito che l'unico assessore esterno sarà Mauro Di Dalmazio, ex assessore alla Cultura del comune di Teramo e stretto collaboratore di Chiodi, che conserverebbe la stessa delega alla Regione. Come sembra certo, o quasi, l'ingresso in Giunta di altri due teramani: Lanfranco Venturoni alla Sanità (mentre Mauro Febbo, che sembrava in pole position per avere questa delega, potrebbe andare l'Agricoltura, oltre alla vice presidenza dell'esecutivo) e Paolo Gatti cui andrebbero le Attività produttive o i Trasporti. Ma non sarà facile far quadrare i conti, anche se il governatore neoletto può contare su alcuni punti fermi. Sarebbero infatti da considerare inamovibili Daniela Stati (nonostante la fronda di Piccone che pare, però, debba rassegnarsi a vederla in Giunta), Nicoletta Verì, eletta a Pescara e candidata alla delega al Lavoro, Mauro Febbo in corsa appunto per l'Agricoltura al pari della Stati, Alfredo Castiglione che sembra certo al Bilancio e Carlo Masci al Turismo, mentre tra Giandonato Morra e Gianfranco Giuliante non tornano i conti, nonostante i paletti di An per avere quattro-assessori-quattro.
Certo è che la sortita di De Matteis potrebbe complicare parecchio le cose. Se il leader del Mpa dovesse spuntarla per la presidenza del Consiglio, Nazario Pagano tornerebbe in corsa per un assessorato e qualcuno dei papapibili in Forza Italia dovrebbe cedergli il posto. Senza dubbio una grana in più per Chiodi, che vorrebbe volentieri farne a meno. Il governatore ha avuto ieri un altro incontro con i due coordinatori regionali Di Fabrizio e Piccone. I bene informati raccontano che un altro incontro l'ha avuto con l'altro senatore del Pdl Paolo Tancredi, che conosce bene come vanno le cose nel Consiglio regionale. Consiglio che, tra l'altro, dovrebbe riunirsi in prima seduta il 27 o il 28 gennaio.
Un'ultima indiscrezione. Alla testa della segreteria del presidente, Chiodi chiamerebbe l'avvocato Enrico Mazzarella, un altro stretto collaboratore e persona di propria fiducia.