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Pescara, 04/05/2026
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Data: 13/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La volontà di D'Alfonso vale più del certificato. Il "segreto" è stato svelato ma il Pdl non attacca: l'obiettivo è andare subito alle urne

Finalmente ha potuto vedere il certificato della discordia, quello legato all'uscita di scena del sindaco D'Alfonso. Una richiesta che Lorenzo Sospiri, consigliere del Pdl (e come lui il senatore Pastore) aveva formulato venerdì dopo la seduta consiliare terminata in rissa per uno striscione strappato. E così ieri alle 17,30 il segreto è "caduto". «Alla richiesta di Sospiri - ha spiegato il presidente del consiglio comunale Vincenzo Dogali - ha dovuto rispondere con una lettera il segretario generale facente funzioni, l'avvocato Paola Di Marco. Sospiri dal canto suo - avverte Dogali davanti al diretto interessato - si impegna alla segretezza totale di ciò che leggerà in quanto ci sono dati sanitari sui quali vige il diritto alla privacy. Non ne potrà fare nessun uso di carattere politico». Ed è proprio sulla linea da adottare che il Pdl si sta interrogando in queste ore: «Stiamo valutando» ha commentato Sospiri. Al di là del contenuto, il fatto che non sia stata una immediata reazione dopo la lettura del certificato vuol dire essenzialmente una cosa: e cioè che il Pdl ha capito che continuando ad insistere su questo fronte del certificato fa il gioco dell'avversario, facendo slittare ogni giorno di più quella decisione del Ministero dell'Interno che invece tutti nel centrodestra invocano: sarebbe a dire lo scioglimento del Consiglio comunale e l'indizione di elezioni a Pescara.
In tal senso è preziosa ed importante la spiegazione di Dogali: «Nessun medico può certificare l'impedimento permanente - spiega -. Tant'è che lo stesso prefetto Paolo Orrei, il 5 gennaio scorso, mi ha inviato una lettera nella quale invita l'amministrazione ad illustrare e discutere in consiglio la delibera relativa alla dichiarazione del sindaco sul suo impedimento permanente, senza alcun riferimento al certificato medico. È il sindaco, dunque, che si assume la responsabilità di quanto dichiarato». Questo il passaggio-chiave. E diventa ininfluente il fatto che Giancarlo Perfetto, medico di D'Alfonso, abbia dichiarato di non aver mai scritto sul certificato medico né la parola "ingravescente" né la parola "permanente" in riferimento alla patologia del sindaco: D'Alfonso ha detto che non tornerà al timone della città e tanto basta a prefetto e ministro.
Intanto la macchina amministrativa s'è rimessa in moto. «Domani (oggi, ndr) discuteremo in giunta la delibera sull'area di risulta» ha detto il sindaco Camillo D'Angelo pronto a dare via libera alla procedura d'appalto per la realizzazione e l'affidamento in concessione di 600 posti auto interrati. Questione che aveva spinto il Pdl a diffidare D'Angelo dal procedere. «Andiamo avanti» ha detto D'Angelo. «E noi daremo battaglia» ha replicato Sospiri.

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