Circonvallazione chiusa. Lo smottamento minaccia i cavi dell'alta tensione. Il Comune valuta l'ipotesi di aprire la Ztl
SULMONA. Traffico in tilt in mezza città e polemiche a non finire. Con Comune e Saca a rimpallarsi le responsabilità della voragine che si è aperta in via della Circonvallazione orientale domenica mattina. Con l'assessore ai Lavori pubblici ad accusare la Protezione civile. Con studenti e pendolari smarriti nei nuovi percorsi decisi d'urgenza dall'Arpa. Dopo la riapertura di scuole e uffici, è da dimenticare la prima giornata con le strade chiuse causa frana. L'appello del sindaco: «Limitate l'uso delle auto».
Una giornata che va raccontata dall'inizio, quando via Fiume, unico snodo rimasto tra il centro storico la parte nuova della città, è stata presa d'assalto dalle auto di chi andava al lavoro o portava i figli a scuola.
ORE 8: INIZIA IL CAOS. File di veicoli che da Porta Napoli arrivavano fino al semaforo di Porta Pacentrana. Automobilisti furibondi e vigili urbani costretti a un super lavoro per evitare incidenti e calmare gli animi. Dall'altra parte della città stesso caos. L'arrivo in contemporanea di decine di bus che trasportavano gli studenti e i pendolari ha intasato viale Roosevelt e piazza Tresca, dopo la variazione di percorsi e fermate decisa da Arpa e Comune. I semafori nella zona sono stati disattivati.
L'APPELLO. La situazione è rimasta sempre critica, tant'è che il sindaco Fabio Federico, preoccupato dal possibile ripetersi degli ingorghi della mattina, si è affrettato a lanciare un appello ai cittadini: «Invito tutta la cittadinanza a limitare l'utilizzo delle auto, all'interno del centro storico, delle circonvallazioni e delle strade limitrofe, alle effettive e urgenti necessità. La situazione è critica e siamo in piena emergenza. Stiamo valutando la possibilità di sospendere la Ztl ma lo faremo solo in caso di estrema necessità. Daremo ulteriori comunicazioni al riguardo nel più breve tempo possibile».
I LAVORI. In attesa dell'arrivo dei tecnici della Protezione civile, chiamati dal Comune per il sopralluogo necessario ad attivare il protocollo d'emergenza, dalla direzione della Saca, la società che gestisce il servizio idrico, è stato predisposto un piano d'intervento per la sistemazione del collettore fognario franato con la strada.
LA POLEMICA. Preoccupato dal ritardo della Protezione civile (il sopralluogo, inizialmente previsto ieri, sarà effettuato questa mattina), l'assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Consorte si è attaccato al telefono per sollecitare l'intervento: «La frana sta avanzando. Ci sono cavi dell'alta tensione e la conduttura del gas metano che rendono la situazione ulteriormente pericolosa. Non si può pensare alle formalità e ai fax da inviare». In un'altra stanza il dirigente della Saca discuteva con il geologo sulle cause che hanno provocato il cedimento di domenica, quando è sprofondato un tratto di strada di una trentina di metri. Da qui la decisione di chiudere la circonvallazione e la sottostante via Japasseri.
PERCORSI ALTERNATIVI. Da ieri i pullman di linea, su disposizione dell'Arpa, sono stati dirottati lungo la circonvallazione orientale; risaliranno su viale Roosevelt, dove davanti al vescovado è stata sistemata la fermata. Quindi attraverso piazza Tresca riscenderanno lungo viale Matteotti (altra fermata), per poi uscire da Sulmona. I bus cittadini transiteranno invece lungo Corso Ovidio.
CINQUE MESI DI DISAGI? Si prevedono tempi lunghi - dal Comune hanno ipotizzato dai 4 ai 5 mesi - per la sistemazione della circonvallazione orientale. Molto dipenderà dalla relazione dei tecnici della Protezione civile chiamati a individuare le zone critiche dello smottamento e il relativo piano di intervento.