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Data: 13/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Centro turistico da privatizzare, troppi rinvii. Le linee guida approvate mesi fa, ma il bando di gara non è ancora pronto

Campo Imperatore, la vendita dell'azienda consentirà il rilancio e il potenziamento degli impianti della stazione sciistica

L'AQUILA. Le linee guida per la privatizzazione del Centro turistico furono approvate mesi fa, con l'impegno di arrivare nel più breve tempo possibile alla predisposizione del bando di gara. Una vicenda travagliata, e non solo per il fatto che alcune aree incluse nel "pacchetto" da vendere non risultano nella disponibilità del Ctgs o del Comune. Fatto sta che quel bando non è ancora pronto.
E nel frattempo, per evitare il fallimento dell'azienda, il Comune ha sborsato oltre 1 milione di euro, 900 mila dei quali per pagare il mutuo a suo tempo contratto dalla Spa con banca Opi per la realizzazione della seggiovia della Scindarella e la restante parte per consentire alla Spa di riaprire gli impianti. Il sindaco Massimo Cialente ha dichiarato che il bando (la predisposizione è affidata alla dirigente del settore) è quasi pronto e che all'appello mancherebbe solo il perfezionamento di alcuni dettagli. Ma la maggioranza che sostiene la sua giunta scalpita e chiede l'accelerazione dell'iter per la privatizzazione del Centro turistico del Gran Sasso così da completare il tutto prima dell'avvio della prossima stagione sciistica. Tanto più che il Comune non può continuare ad accollarsi i costi di gestione dell'azienda che ha finora prodotto una valanga di debiti. Un'operazione, quella della privatizzazione, che dovrebbe compiersi in due fasi (questa l'indicazione emersa in consiglio), ovvero attraverso una selezione delle società che decidono di rispondere al bando e quindi con la gara vera e propria. Ad oggi nessuno dei due passaggi si è, però, concretizzato. Uno degli ostacoli al completamento dell'iter sembra essere la disponibilità di alcuni dei beni da inserire nel "pacchetto" da "liquidare". Terreni che sembrano gravati da uso civico (tra questi il parcheggio a Fonte Cerreto) o sulla cui proprietà c'è un contenzioso (Fossa di Paganica). Problemi che per il Comune sono in via di risoluzione. Ma i tempi stringono e nel frattempo il Comune dovrà anche trovare i fondi (si tratta di oltre 3 milioni di euro) per la manutenzione straordinaria della funivia che, naturalmente, non rientra tra i beni del Ctgs. Un intervento che non potrà subire ulteriori rinvii, visto che il Comune aveva già ottenuto una proroga. Attualmente il capitale sociale del Centro turistico del Gran Sasso ammonta a circa cinque milioni di euro, mentre il debito si aggira sui sette milioni.
Una privatizzazione ormai non più rinviabile. Tanto più se l'obiettivo è quello di un rilancio e di un potenziamento della stazione sciistica. E l'apporto di risorse private (in ballo ci sono anche gli interventi previsti dal piano d'area) dovrebbe servire proprio a questo.

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