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Data: 14/01/2009
Testata giornalistica: Trambus
Contratto unico, parti ancora distanti. Istituita una commissione tecnica

Ancora lontano l'accordo sul contratto unico della mobilità. Anche durante l'ultimo tavolo di lavoro, che si è svolto nei primi giorni di gennaio nella sede del ministero delle infrastrutture, si è registrata la posizione distante delle parti, tanto che il capo di gabinetto del dicastero, registrata la mancanza di una convergenza, ha proposto a sindacati e associazioni datoriali di "avviare una fase di verifica tecnica sull'effettivo divario di costi scaturente dall'applicazione dei diversi contratti attualmente applicati". A tal fine è stata istituita una commissione tecnica ristretta, presieduta dagli stessi rappresentanti del Ministero, i cui lavori sono iniziati ieri, e verranno conclusi in una decina di giorni. La riunione è stata, comunque, aggiornata al 14 gennaio con questo ordine del giorno: Completamento della discussione sul Sistema delle Relazioni Industriali e mercato del lavoro. Già durante l'ultimo incontro di dicembre Asstra e Anav avevano ribadito la loro posizione riguardo alla proposta sindacale di unificare i contratti di lavoro degli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi connessi. Ed anche in quella occasione avevano sottolineato, ancora una volta, l'impossibilità di rinunciare alla contrattazione di settore: "Ringraziamo il ministro Matteoli che ancora una volta si è profuso per cercare una soluzione alla vertenza per il contratto unico della mobilità - recita un comunicato congiunto della associazioni datoriali - ma, come abbiamo ribadito al Ministro ed alle parti sociali, per Asstra ed Anav è impossibile rinunciare alla contrattazione di settore. Abbiamo inoltre ribadito la nostra disponibilità a condividere alcuni istituti che potrebbero diventare una parte generale comune tra i diversi settori coinvolti all'interno di un contratto quadro della mobilità, e cioè: il campo d'applicazione, la decorrenza e durata, la disciplina del sistema delle relazioni industriali ed i diritti sindacali nonché il mercato del lavoro, a condizione però che la definizione di questi istituti non comporti oneri aggiuntivi per tutte le aziende interessate. Abbiamo comunque preso atto della volontà del Ministro di aggiornare la questione con un ulteriore incontro."

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