Secca replica del sottosegretario: ho fatto solo il mio dovere
ROMA. Pronti, via: tutti in ritardo. Alitalia decolla, ma le manifestazioni di Milano, prima, e di Fiumicino, poi, creano disagi e ritardi per i viaggiatori. Soprattutto a Malpensa e Linate perché lì si riuniscono in assemblea i lavoratori dentro gli scali. I bagagli si fermano, gli aerei non possono decollare in orario e alla fine, a Linate, si è costretti a cancellarne 11 (7 in partenza e 4 in arrivo) perché non c'è più posto dove farli sostare. «Credo che siano le ultime manifestazioni che riguardano una minima parte dei problemi che abbiamo dovuto affrontare dal punto di vista sindacale», dice Roberto Colaninno, presidente Cai-Alitalia.
I problemi hanno riguardato 20 voli su 600, dice Cai. Intanto, però, deve mettere in conto uno sciopero di quattro ore proclamato dai sindacati autonomi Sdl per lunedì prossimo.
Soddisfatto Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, soprattutto per l'accordo con Air France Klm. «Il dossier è chiuso e molto positivamente. Con Alitalia Air France diventerà la compagnia più importante d'Europa». E Lufthansa? «Abbiamo fatto tutti quanti la corte a Lufthansa - dice ancora Berlusconi - il dottor Letta è andato a pranzo con il numero 1 della compagnia ben tre volte, ma questa non si è determinata a fare un'offerta concreta». Non solo, dice ancora il presidente del Consiglio, i tedeschi «non hanno mai fatto passare sotto silenzio di voler essere loro la maggioranza». Quanto alle tensioni fra il capo del governo, Bossi e Letizia Moratti semplicemente «non esistono»: «Ma che scontro, io non ho nessuno scontro con nessuno».
Dalla Francia arrivano notizie sul un altro ruolo di Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, indicato come il «Mazzarino» dell'accordo e «unico interlocutore politico». Cosa che fa infuriare la Lega: «Letta ha tifato per Air France? Se è vero che era per un partner diverso da quello che volevamo noi - dice il sottosegretario alle Infrastrutture con delega ai Trasporti, Roberto Castelli - questo avrà conseguenze politiche gravissime. Mi auguro che smentisca».
Regolarmente, ma con aerei semivuoti. Così come è successo sul primo volo intercontinentale, il Malpensa-San Paolo partito alle 6 e 10 con 64 passeggeri su 290 posti disponibili (22,1% di occupazione). 93 i passeggeri in partenza per New York da Fiumicino (40 minuti di ritardo).
L'Enac, Ente nazionale aviazione civile, ha lavorato tutta la notte per ispezionare aerei e strutture e riconsegnare i certificati necessari all'inizio dell'attività. «Le ispezioni - dice Vitaliano Turrà, direttore Enac di Fiumicino - si sono concluse dopo che tre team avevano lavorato tutta la notte per verifiche tecnico-manutentive, delle operazioni di rampa, dei check-in e dell'imbarco».
Qualcuno non si aspettava anche il fatto che la fusione Alitalia-Air One abbia cancellato i voli in concorrenza. Ne sanno qualcosa i passeggeri del volo Air One partito da Palermo alle 6 e 10 (di fatto il primo in Italia della nuova compagnia). Alcuni erano prenotati sul volo Alitalia delle 7 e 20 che non esiste più. Fra i penalizzati i parlamentari siciliani che, dice Costantino Garraffa, senatore Pd, «ora saranno costretti a levatacce».