PESCARA - Treni trasformati, tariffe ritoccate e utenti costretti a pagare. Dal 14 dicembre, sulla dorsale adriatica, sono scomparsi Eurostar e Intercity e al loro posto sono arrivati gli Es (Eurostar) city. Dario Recubini, responsabile dell'ufficio stampa Fs Abruzzo: «E' la risposta adriatica alle logiche di mercato sull'alta velocità». Insomma, i treni ora circolanti da Rimini a Bari fanno più fermate di un Eurostar, ma a tariffa più alta più di un Intercity. E l'associazione dei consumatori Guardiacivica ha proposto un ricorso all'Autorità garante del mercato e della concorrenza contro i rincari: «L'aspetto più grave del cambiamento -dice Tino Di Cicco, di Guardiacivica- è il danno per gli abbonati. Se un pescarese, ad esempio, costretto a lavorare a San Benedetto, prima del 14 dicembre acquistava l'abbonamento Intercity a 86 euro e poteva utilizzare tutti i treni circolanti sulla linea abruzzese, Eurostar escluso, ora deve fare un abbonamento Es city a 98 euro, più un altro di 51 per treni regionali: in totale 149 euro, ben 63 in più rispetto a prima, +73%». L'Eurostar city è il tentativo sulla lunga percorrenza adriatica delle Fs di far rientrare i costi dovuti alla minor presenza di utenti in inverno: «Se anche gli Eurostar city fallissero -aggiunge Recubini - dopo un anno saranno eliminati». Ma agli aumenti, secondo Di Cicco, non corrisponde un miglioramento del servizio, «e il peggio è la norma di Trenitalia che impedisce a un abbonato Es city di utilizzare un treno regionale. Siamo alla follia. E il povero abbonato continua a utilizzare gli identici treni di prima: la beffa è totale». In attesa della decisione dell'Autorità, Guardiacivica spera nella nuova Giunta regionale. Solo il contributo della Regione potrebbe dar modo agli abruzzesi di utilizzare indistintamente Es city e treni regionali. «Lo ha già fatto la Regione Liguria», conclude Di Cicco.
A.Sett.