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Pescara, 04/05/2026
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Data: 15/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Comune di Pescara nella bufera. Il Pd prepara i cantieri elettorali. Pronta la lista con le opere da realizzare prima del voto. Ed è polemica

Tiene banco il giallo sullo scioglimento del Consiglio. D'Angelo: «Nessun problema»

Voto sì, voto no. Voto come e voto quando. A Palazzo di città tengono banco le presunte indiscrezioni rivelate dal centrodestra secondo le quali il ministero dell'Interno avrebbe riserve di fronte al dilemma dello scioglimento del consiglio comunale, dilemma legato all'esatta interpretazione della modalità adottata dal sindaco D'Alfonso per l'uscita di scena. Riserve che in altri ambienti ministeriali sono invece escluse, anzi c'è il pieno convincimento che entro poche ore o qualche giorno al massimo Roma annuncerà il "rompete le righe" ai consiglieri comunali pescaresi. Un provvedimento che tutti comunque aspettano: lo auspicano quelli del centrodestra, lo attendono con rassegnazione quelli del centrosinistra, pronti però a vendere cara la pelle: in una riunione, ieri pomeriggio, la maggioranza guidata dal capogruppo Moreno Di Pietrantonio ha elaborato un programma di cantieri elettorali, concentrando sforzi e risorse su opere che da qui a giugno potranno giungere a completamento ed essere quindi inaugurate. Un modo per allungare in concreto la lista delle cose realizzate, per dimostrare l'abilità "del fare".
L'elenco completo si conoscerà domani - qualcosa in riunione dev'essere andato storto: la conferenza stampa sull'argomento prevista per oggi è stata rinviata a domani -. Ma a D'Angelo e soci è bastato annunciare "l'avanti tutta" per area di risulta e ponte del mare per scatenare l'ira funesta dell'opposizione. Lorenzo Sospiri parla di «maggioranza al capolinea» e ribadisce la diffida al sindaco vicario Camillo D'Angelo a gestire niente più che l'ordinaria amministrazione. Diffida in verità fondata sul nulla dal momento che ad oggi la giunta è in piedi ed è legittimata a governare. Si pone semmai una questione di opportunità, alla luce della situazione del sindaco D'Alfonso, non dimissionato ma fuori gioco per ragioni di salute: un impedimento "permanente" solo per sua diretta dichiarazione e tutto sta a vedere come deciderà di procedere il ministro: sciogliere o non sciogliere, questo è l'amletico problema. Luigi Albore Mascia, che An ha rilanciato come candidato sindaco, sfida allo scoperto il Pd: «E' ora di scoprire il bluff, se dicono di volere le elezioni che se ne vadano, che si dimettano, in modo da svelenire il clima che si è creato: non si può andare avanti aspettando l'indizione di nuove elezioni e continuando a governare la città, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca». Un attacco diretto al quale D'Angelo risponde serafico: «Sarebbe la fine se il Comune si fermasse - dice il sindaco vicario -, ma se dovessimo andare al voto domattina, non avremmo alcun problema. Siamo in attesa dello scioglimento del consiglio comunale. Dopo aver preso atto della scelta del sindaco abbiamo scelto di proseguire l'attività amministrativa e per gestire i Giochi del Mediterraneo. Il resto sono solo forzature e polemiche che incattiviscono i rapporti tra le forze politiche». E secondo D'Angelo non c'è il rischio di ricorso da parte del sindaco o di altri in caso di scioglimento del consiglio: «Pensare che il presidente della Repubblica non scioglierà il consiglio comunale per non incappare in un eventuale ricorso del primo cittadino è fantapolitica».




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