Iscriviti OnLine
 

Pescara, 04/05/2026
Visitatore n. 753.671



Data: 15/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, l'Abruzzo chiede più fondi per il 2009. Chiodi ai governatori: «Solidarietà in cambio di modifiche strutturali»

PESCARA. «In Abruzzo la sanità è in una situazione drammatica: la qualità non è buona, il servizio è costosissimo e il bilancio della Regione è destinato alla sanità per l'80%: ci aspettiamo un'attenzione particolare e uno sforzo di solidarietà da parte delle altre Regioni». È iniziato con un appello agli altri governatori la prima delle due giornate romane del presidente Gianni Chiodi, impegnato per la prima volta nel parlamentino dlla Conferenza delle Regioni, chiamato a discutere ieri e oggi due temi decisivi: la sanità e i fondi Fas per le aree sottoutilizzate.
Per la sanità è all'esame dei governatori il Patto della salute col governo e la ripartizione dei 103,7 miliardi delle risorse della sanità per il 2009 (di cui 101,4 per il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza), la mobilità sanitaria interregionale e i contratti per i comparti Regioni-Enti locali e sanità. Nel 2008 l'Abruzzo aveva ottenuto 2 miliardi 168 milioni di euro considerati comunque sottostimati rispetto al peso della sanità regionale.
«Noi vogliamo avere una considerazione di straordinarietà» ha spiegato Chiodi agli altri governatori, «e nel contempo siamo pronti a fare la nostra parte non mettendo le mani nelle tasche dei nostri cittadini ma operando cambiamenti di tipo strutturale».
L'appello alla solidarietà dovrà quindi essere accompagnato da misure convincenti, perché sulla sanità nessuna Regione si sente al sicuro e tutti punteranno a strappare il più possibile sul tavolo della ripartizione dei fondi. Già da ora i governatori sostengono che le risorse previste in Finanziaria sono «assolutamente insufficienti», come ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che ha ricordato che con Berlusconi le Regioni hanno firmato un accordo che prevede la disponibilità a rimettere in discussione le cifre a disposizione.
Sulla riprogrammazione dei 7 miliardi di fondi Fas, dai quali il governo aveva già attinto per la copertura finanzaria di alcune leggi lanciando ai governatori un appello alla solidarietà (ma le Regioni hanno chiesto il reintegro delle somme stornate), Chiodi ha assicurato che i governatori sono pronti a collaborare ma ha chiesto che «dal Governo arrivi una proposta operativa». Sulle prospettive di accordo tra le Regioni anche in vista della riunione ufficiale della prossima settimana con il governo, Chiodi, al termine della riunione, ha parlato di «sostanziale accordo in sede di Conferenza delle Regioni. Naturalmente», ha aggiunto, «la situazione che viene posta al governo è che intanto lo stesso illustri quella che è la sua posizione. Allo stato», ha concluso Chiodi «non esiste una sufficiente interlocuzione operativa, concreta, ma solo manifestazioni di volontà da entrambe le parti».
Ma il 2009 sarà anche l'anno del federalismo fiscale, di cui Chiodi ieri si è confermato un sostenitore «entusiasta», al contrario della prudenza manifestata da Vasco Errani («Vogliamo prima vedere i numeri», ha detto il presidente delle Regioni).
Per Chiodi il federalismo è soprattutto il banco di prova della capacità della classe dirigente: «Siamo stufi di essere tutti uguali», ha detto, «e vogliamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it