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Data: 16/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Assessori: fuori Tagliente, Giuliante e Del Corvo. Il piano di Chiodi esclude gli eletti nel listino. Nuovo summit con Berlusconi

Il presidente ha pronto un esecutivo con facce nuove, a vuoto le pressioni fatte da ministri e parlamentari

PESCARA. Altro che letizia e serenità. Nel Pdl anche ieri è stata una giornata di tensioni e rinvii per la scelta dei dieci assessori, del presidente del Consiglio regionale e del capogruppo del Popolo della libertà a Palazzo dell'Emiciclo. La strategia dopo giorni di litigi è però chiara. Domani il presidente della giunta Gianni Chiodi si dice pronto a presentare la lista dei nomi, quindi le scelte sono state già fatte ma il problema è come dire agli esclusi di rinunciare alla poltrona.
Gli esclusi, se non ci saranno ribaltoni, saranno gli eletti nel Listino (quelli diventati consiglieri senza aver fatto la campagna elettorale e aver preso consensi): ci sono figure di primo piano del Pdl, come Giuseppe Tagliente di Forza Italia che punta ad un assessorato pesante come i trasporti, o Gianfranco Giuliante di An indicato come assessore all'ambiente. C'è Antonio Del Corvo di Forza Italia al quale era stato promesso l'assessorato al Bilancio. O, ancora, rimarrebbe fuori una delle promesse azzurre della politica regionale, Federica Chiavaroli presidente pescarese dei Giovani industriali, imprenditrice e possibile assessore al lavoro.
Listino? No grazie «Se passano loro», si polemizza nel centrodestra, «allora chi ha preso i voti, chi ha fatto la campagna elettorale ed è stato eletto dovrebbe starsene zitto? No, non è possibile, accadrebbe il finimondo».
Ieri mattina a Roma dove ogni problema dell'Abruzzo ormai viene risolto o rinviato, si attendeva una svolta che non c'è stata. La riunione era, come si dice, di alto livello, con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i coordinatori nazionali di An, Ignazio La Russa, di Fi, Denis Verdini, quelli abruzzesi del Pdl, i senatori Fabrizio Di Stefano di An e Filippo Piccone di Fi e il parlamentare abruzzese Giampiero Catone della Dca. Presenti anche il leader dei Popolari Liberali nel Popolo delle Libertà, Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ha chiesto un posto in giunta, così come ha fatto il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, per la componente della Democrazia cristiana per le autonomie nel Pdl.
«Pdl, siamo sereni» Berlusconi ha preso atto delle indicazioni ma non ha dato nessun via libera. Al summit mancava il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, impegnato in una importante riunione della Conferenza delle Regioni sul controverso problema della sanità e dei suoi debiti. Rassicuranti e formali i commenti. Per La Russa, «il clima è positivo. Siamo qui a discutere dell'Abruzzo e della composizione della giunta. Abbiamo anche discusso della rappresentanza delle forze minori». «Stiamo lavorando e l'intesa non è lontana», aggiunge Di Stefano. Il ministro Rotondi è stato più suadente. «Al presidente abbiamo raccomandato che nell'equilibrio della sua squadra ci sia la traccia del contributo che la Dc per le autonomie ha dato alla sua elezione. Non abbiamo fatto nomi o dato indicazioni, la bravura del capitano sta nel decidere la squadra e che siano impegnate le energie migliori e che nessuno resti fuori gioco».
Psicodramma politico In realtà la riunione mattutina non ha dato esiti, mentre in serata c'è stato un altro incontro per mettere a punto un atto di forza, di quelli che sotto il segno dell'emergenza temporale e lo slogan, «non deludiamo gli abruzzesi», metterà oggi tutti davanti ad una scelta. La carta che Chiodi giocherà è quella dello Statuto regionale che prevede che 8 decimi degli assessori siano espressione della «volontà popolare», ossia consiglieri eletti e non provenienti dal Listino, (che doveva essere cancellato), solo due assessori possono essere esterni, ma su questi, in particolare, deciderà direttamente Chiodi. Lo psicodramma politico si consumerà oggi, ma molti già da ieri notte hanno provato a mettere in campo contro misure facendo intervenire i maggiorenti dei rispettivi partiti. Così su Chiodi sono intervenuti ministri, parlamentari, amici degli amici.
Deciderà Chiodi Ma finora nessuno è riuscito a scalfire l'idea di fondo del progetto di Chiodi e del vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, che a decidere «sarà il presidente della giunta regionale, che i citatdini hanno eletto». Insomma un Chiodi non condizionato da «poteri forti e dalle correnti di grandi e piccoli partiti». Oggi però sarà il giorno della verità.

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