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Pescara, 04/05/2026
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Data: 16/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, soldi solo in 8mila carte. Social card. Il ministero ammette: troppi ritardi e irregolarità

PESCARA. Su un totale nazionale di 423.868 carte sociali ricaricate (il 73% circa del numero di richieste presentate), in Abruzzo ne sono entrate in funzione 8.033 (di cui 1.840 all'Aquila) contro i 100.840 della Campania e i 95.466 della Sicilia, le due regioni che insieme se ne sono aggiudicate quasi la metà, con oltre 196 mila unità; mentre i dati di Napoli e Palermo, rispettivamente a quota 64.347 e 28.423, sono di gran lunga superiori ai risultati messi a segno da intere regioni compreso l'Abruzzo. I dati sono stati resi noti durante il dibattito parlamentare sul provvedimento, molto contestato dall'opposizione nel merito, ma anche nell'applicazione, che ha registrato molti punti deboli anche nella nostra regione.
Nel solo mese di dicembre a Pescara, circa mille persone si sono rivolte al Caaf Cgil, uno dei tanti centri di assistenza del capoluogo adriatico: di queste, circa 320 avevano i requisiti per ricevere la carta ma almeno il 20% si è ritrovato senza soldi sulla tessera.
Il problema è stato che il «bancomat» è stato inviato a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. Molti hanno pensato che la carta fosse attiva e hanno tentato inutilmente di spendere il denaro, magari dopo aver fatot la coda ai supermercati o alle poste per pagare le bollette.
Durante il Question Time il ministro per i rapporti col Parlamento Elio Vito ha spiegato che «tutte le richieste risultano evase nei tempi stabiliti» dall'Inps (cui compete la verifica delle social card) e per le domande relative alla social card che «non presentano anomalie sono caricate nei due giorni lavorativi successivi alla richiesta». Vito ha aggiunto che, al contrario, «non è perfezionata la procedura di caricamento quando vi sono o irregolarità tra i dati forniti dagli interessati e quelli presenti nelle banche della Pubblica amministrazione o quando vi siano degli accertamenti rispetto al mancato possesso dei requisiti» per l'accesso alla stessa social card. In questo caso, ha ancora precisato Vito, «l'Inps comunica formalmente i motivi che hanno impedito di poter accedere al beneficio». Alla data odierna, ha inoltre affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, «non risultano dichiarazioni ufficiali da parte di Poste o dell'Inps che ritengono o giudicano complicato il processo di concessione della carta acquisti».

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