Di Carlo (Ad), quasi rissa con Corriere e si dimette da capogruppo
L'AQUILA. Non si è arrivati alla rissa verbale, ma poco c'è mancato, nel centrosinistra che appoggia il sindaco Cialente, il quale vede assottigliarsi la lista dei "fedelissimi". Mal di pancia, forti, non dovuti all'influenza, ma alla corsa alle poltrone, camuffata dal motto "dare vita al programma amministrativo del sindaco" (come denunciare l'incapacità, in questi quasi due anni, di chi ha governato finora). L'assise civica di ieri, che ha visto l'assenza giustificata del primo cittadino, impegnato a Roma per la Tils-Reiss Romoli, è stata condizionata soprattutto dai partiti che premono per entrare in giunta.
Chi vuole entrare, come la Sinistra riformista, Sinistra democratica, Udeur, nel rimpasto di giunta, e chi vuole l'azzeramento dell'esecutivo, come Pasquale Corriere (Ad). Questo bailamme per ora ha prodotto solo un altro pezzo che ieri si è staccato ufficialmente dalla maggioranza, cioè il consigliere Gino Di Carlo, che si è dimesso da capogruppo di Ad, su sollecitazione dello stesso Corriere, che lo ha attaccato sull'ordine del giorno, presentato da Di Carlo, del no alla costruzione di un depuratore a Roio. O meglio, non un «no» secco, ma un «vediamo se esistono altre soluzioni», ha precisato Di Carlo. Corriere in consiglio ha accusato il suo ex capogruppo, dicendo di «non sentirsi più rappresentato» da lui. Di Carlo si è dimesso subito: «Lascio il gruppo, confluisco in quello misto e farò le mie valutazioni, in consiglio comunale, di volta in volta. Non sono qui per avere cariche, ma per servire la città».
L'atteggiamento di un piccolo gruppo come Abruzzo democratico (tre consiglieri, ora due) dà la dimensione del clima nel centrosinistra: 1) Corriere ha chiesto e ottenuto le dimissioni del suo capogruppo, Di Carlo, minacciando il sindaco con «inchieste della Forestale e possibili avvisi di garanzia»; 2) nella votazione se far passare l'odg contro il depuratore a Roio, Corriere ha votato no, l'altro consigliere rimasto, Adriano Durante, si è astenuto. Risultato: tre consiglieri dello stesso partito, tre opinioni e comportamenti diversi. Corriere ha difeso, sul depuratore di Roio, il progetto proposto dall'Ato e Giuseppe Bernardi (Sd), altro firmatario dell'Odg, l'ha stuzzicato: «Corriere è nell'ente d'Ambito, lo era quando stava nel centrodestra e continua ad esserlo nel centrosinistra». Insomma, ci sono diverse mani di consiglieri, nel centrosinistra, che, a turno, continuano a "segare il ramo sul quale sono seduti". Ma dopo il rimpasto forse qualcuno smetterà di "segare".
In mattinata il consiglio, dopo le schermaglie sul depuratore di Roio (odg contro approvato, ma ci sarà un tavolo tecnico-istituzionale per cercare una soluzione urgente), si è impantanato per oltre un'ora sull'odg per la Palestina, a firma di Enrico Perilli e altri consiglieri: il Comune invierà aiuti umanitari, parteciperà con il gonfalone alla manifestazione per la pace in Medio oriente ad Assisi, prevista oggi, ed esporrà in municipio la bandiera della Palestina. Inferocito Giuseppe Ludovici, su quest'ultima soluzione, al punto da inveire contro Perilli, additandolo: «Tu sei comunista e pensi di fare come ti pare». «Bisognerebbe posizionare l'asticella culturale un po' più in alto», ha commentato Pierluigi Mancini (Pd). Il consiglio, sospeso alle 13.15 con 18 presenti al primo appello, è ripreso alle 17.15 con il secondo e l'approvazione dell'adesione del Comune alla costituzione dell'autorità d'ambito (Ada) per la gestione integrata dei rifiuti; l'approvazione del nuovo regolamento per il controllo e la manutenzione degli impianti termici, proposto dall'assessore all'Ambiente, Alfredo Moroni, che conferma il sistema dell'autodichiarazione - ogni due anni, con 8 euro di pagamento - e introduce il "bollino verde". Rinviata l'elezione del Difensore civico.