Regione. Sul tappeto il riequilibrio territoriale e il nodo dei partiti minori. Rotondi propone il nome di un tecnico super partes. Lunedì le deleghe
PESCARA - Ancora due punti interrogativi, tre micce accese nei cespugli e una disponibilità da verificare: Gianni Chiodi non ce l'ha fatta neppure ieri sera, la rosa dei nomi è rimasta aperta tutta la notte e stamattina alle nove il Pdl dovrà incontrare Giorgio De Matteis per capire se c'è una possibilità di trovare l'accordo. Insomma l'ufficializzazione della nuova giunta regionale targata centrodestra slitta ancora e il nuovo governatore dell'Abruzzo se sarà fortunato riuscirà probabilmente ad affidare a un comunicato in tarda mattinata la lista dei nomi degli assessori. Niente conferenza stampa quindi perchè i musi rischiano di mostrarsi troppo lunghi, le ferite ancora sanguinanti e i partitini potrebbero tirare calci sotto il tavolo: tutto rinviato a lunedì mattina, deleghe comprese.
Così nonostante il Pdl abbia avuto la vittoria in pugno già dal mese di luglio, non riesce ancora a trovare la quadra. Ieri in viale Bovio a Pescara i rappresentanti di An Fabrizio Di Stefano e di Forza Italia Filippo Piccone e Paolo Tancredi, con Gianni Chiodi, hanno messo a segno alcuni punti fermi: alle otto di ieri sera la squadra di governo era pronta all'ottanta per cento perchè su tutto incombeva comunque la minaccia lanciata a metà pomeriggio e mascherata da inoffensiva richiesta di incontro, di Giorgio De Matteis dell'Mpa, che aveva chiesto la presidenza del Consiglio regionale. E il fuoco e fiamme minacciato da Rotondi. Il no a De Matteis è stato confezionato da Forza Italia con l'appoggio di An: la presidenza del Consiglio andrà all'azzurro Nazario Pagano che a questo punto non dovrà più rimpiangere di non aver accettato a primavera scorsa la candidatura a sindaco di Pescara contro Luciano D'Alfonso, il partito ha già dimenticato. Il capogruppo del Pdl alla Regione sarà Gianfranco Giuliante di An, suo il ruolo di maggior potere nei nuovi assetti regionali. Tre assessori andranno ad An (Mauro Febbo, Alfredo Castiglione, Giandonato Morra); quattro a Fi (Daniela Stati, Lanfranco Venturoni e Paolo Gatti certi, Di Bastiano in forse); uno a Rialzati Abruzzo (Carlo Masci); due saranno espressi direttamente da Gianni Chiodi (Di Dalmazio certo, il secondo da decidere). E' proprio sul secondo nome che Chiodi si gioca la pace futura: stamattina An e Forza Italia offriranno il secondo assessorato a Giorgio De Matteis in cambio della presidenza del Consiglio regionale. Se De Matteis dovesse accettare, ma lui ha già ingoiato il rospo della mancata candidatura nel listino, la squadra potrà essere ufficializzata subito ma se l'esponente dell'Mpa dovesse declinare l'offerta, il secondo assessorato Chiodi lo offrirà a Giampiero Catone a condizione che sia una donna. E ieri sera proprio Rotondi ha proposto a Chiodi il nome di un tecnico super partes: la liturgia politica prevede che sia Chiodi a tirare fuori il nome suggerito da Rotondi e che poi il ministro dia il suo gradimento. Un modo questo, per tentare di rabbonire il partito di Catone. In questo caso De Matteis potrebbe accontentarsi della vice presidenza del Consiglio regionale. Nell'ipotesi ultima che anche la trattativa con Rotondi non vada in porto, Chiodi si riserverà lui la scelta. E in serbo, dicono i suoi fedelissimi, l'ex sindaco di Teramo ha il nome di una donna della società civile.
L'altro nodo è rappresentato dal riequilibrio territoriale e dal quarto assessore di Forza Italia: ieri sera Piccone ha riunito il partito per decidere se indicare Di Bastiano per bilanciare l'effetto Stati sulla Marsica, o se lanciare in pista Ricciuti o Di Paolo (che però è di Rialzati Abruzzo). L'unico dato certo è che sembrano definitivamente tagliati fuori dai giochi sia Giuseppe Tagliente (perchè eletto nel listino) che Nicoletta Verì (che è stata eletta per il rotto della cuffia, al contrario degli altri assessori: almeno è questa la giustificazione ufficiale).Ma è la rappresentanza dei territori a preoccupare in modo particolare il nuovo governatore dell'Abruzzo: restano vistosamente scoperti L'Aquila città e Chieti, mentre Pescara resta affidata soltanto a Castiglione e a Pagano presidente del Consiglio. De Matteis risolverebbe il problema dell'Aquila (anche se sembra poco disposto a subire le offerte del Pdl) mentre l'esuberanza di Teramo (con Chiodi, Venturoni, Gatti e Di Dalmazio), rappresenterebbe una grandissima anomalia. Che neppure le strategie notturne di Forza Italia riusciranno a risolvere.