L'AQUILA. «Non ho pensato nemmeno per un secondo di tradire il mandato degli elettori». Carlo Costantini torna in pista in Consiglio regionale per assumere il ruolo di leader dell'opposizione di centrosinistra alla maggioranza del Pdl del presidente Gianni Chiodi. «Rinuncio al parlamento puntanto sull'Abruzzo. In questo progetto porto tre motivazioni: la prima è etica, per il rispetto verso le persone che mi hanno votato e scuotere quel 50% delle persone che non hanno più fiducia nei politici e nella politica e che non sono andate a votare. Questa la prima considerazione».
Le altre due sfide?
«Una opposizione forte e costruttiva in consiglio Regionale, mentre il terzo obiettivo è la necessità di restare in Abruzzo per ricostruire il centrosinistra ed evitare di dare la sensazione di chi, mentre la nave affonda cerca di scappare. Bisogna salvare la nave, rimetterla in navigazione».
Con il Pd si tornerà al dialogo?
«In questo momento non inserisco nessun elemento polemico. Comprendo il travaglio interno del Pd e mi auguro che questa fase di difficoltà venga risolta nel più breve tempo possibile».
Quindi niente più divisioni?
«In Abruzzo si è capito che Italia dei valori e Pd sono condannati a stare insieme. Questa condanna noi la subiamo alla condizione imprescindibile che il Pd concluda quel processo di rinnovamento e cambiamento per il quale Massimo Brutti è stato nominato commissario per l'Abruzzo».
Alla Regione che tipo di opposizione farà?
«Ci sono argomenti che mi vedranno ferocemente contrario come il petrolio e gli inceneritori. Ci sono altri argomenti che mi troveranno disponibile come il taglio dei costi dalle politica, la riforma degli enti e gli interventi a favore del lavoro. Temo fortemente una partenza rallentata. E' necessario fare in fretta e lavorare di più rispetto al passato. Penso a un Consiglio regionale che non chiuda mai, che lavori 12 ore al giorno e lavori pure la domenica».
La sua azione sarà legata al lavoro istituzionale in Consiglio o manterrà quel dialogo con i cittadini promesso in campagna elettorale?
«Non cerco una legittimazione formale dai partiti, come al solito farò riferimento a contenuti e proposte. Se convinceranno anche gli altri sarò rappresentativo di tutta l'opposizione, se gli altri gruppi decideranno di intraprendere strade diverse saranno liberi di farlo. Io manterrò quel contatto con i cittadini, sia direttamente che con Internet. Al neo presidente del consiglio regionale chiederò le sedute riprese in diretta».
Lei è stato già in Consiglio regionale come presidente della Commissione di vigilanza. Cosa è cambiato rispetto a quella esperienza?
«Allora ero un poco inesperto. Ora, invece, già penso a presentare una grande quantità di leggi».