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Pescara, 28/04/2026
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Data: 17/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Costantini sceglie la Regione: guiderà l'opposizione. Di Stanislao a Roma. Il gruppo Idv in Consiglio di sei consiglieri contro i sette del Pd

L'AQUILA - Carlo Costantini farà il capo dell'opposizione. Il candidato presidente del centrosinistra battuto da Gianni Chiodi alle elezioni regionali, non tornerà a Roma a fare il parlamentare dell'Italia dei Valori, perché resterà in Abruzzo sui banchi del Palazzo dell'Emiciclo. Ci ha pensato un mese, Costantini, poi ha deciso, e ieri lo ha comunicato in via ufficiale. Ha convocato i giornalisti e ha detto: «Sì rimango». Con lui c'erano il presidente del partito Antonio Di Pietro arrivato a perdifiato da Roma dopo aver rimediato un pasticcio per la presentazione della lista IdV in Sardegna, il segretario regionale Alfonso Mascitelli e gli altri eletti dell'Italia dei Valori alla Regione. Costantini lascia il seggio di deputato ad Augusto Di Stanislao che se ne va a Roma. «Non temete-ha detto Di Stanislao- continuerò ad occuparmi dei problemi dell'Abruzzo anche a Montecitorio. Anzi, lo farò meglio». Anche Di Stanislao lascia un seggio all'Emiciclo che andrà a Cesare (Cecè) D'Alessandro primo dei non eletti dell'IdV nella circoscrizione teramana. Se Costantini fosse restato a Roma, per il gioco dei subentri, il suo posto di consigliere sarebbe toccato a Luciano Pilusi, socialista (o a Nicola Pisegna del Pd). Con Pilusi dentro, l'IdV sarebbe scesa a cinque consiglieri contro i sette del Pd, lo scomodo alleato. In caso fosse entrato Pisegna, il Pd sarebbe salito addirittura a otto consiglieri. Così, invece, il rapporto resta sempre di sette consiglieri a sei per il Pd. È stato anche per questo gioco di subentri che Costantini ha reagito (male) quando gli è stato chiesto se la sua decisione di restare in Abruzzo, dipendesse anche dall'esigenza di non cedere un consigliere all'alleato (o ai socialisti). «La domanda è offensiva- ha detto- vi pare possibile che io avrei subordinato una decisione come quella che ho preso per mantenere gli impegni nei confronti dei 250.000 elettori che mi hanno votato, a una pura esigenza numerica e di partito?». Ma poi Costantini ha capito e l'incidente è rientrato. La politica è fatta anche di certe legittime valutazioni numeriche, oltre che di voli alti che Costantini indubbiamente fa rinunciando al suo seggio di parlamentare per guidare l'opposizione in Abruzzo. «Avrei voluto comunicare agli abruzzesi questa mia volontà- ha detto- dopo la costituzione della giunta. All'inizio ho preso tempo. Ora la giunta la farà probabilmente Berlusconi a Roma e non ho più potuto aspettare. Abbiamo deciso di comunicare agli abruzzesi e alle forze politiche la mia volontà di restare in Consiglio regionale. Mi dimetto da deputato, rinuncio alla carica di parlamentare. Rimango in consiglio per esercitare il ruolo e il mandato che tantissimi elettori abruzzesi mi hanno dato: quello di fare un'opposizione forte e costruttiva». Costantini ha aggiunto di voler esercitare questo mandato per rispetto di chi lo ha votato «ma anche per quegli elettori che non sono andati alle urne. Resterò qui- ha aggiunto- eserciterò la funzione di capogruppo dell'Italia dei valori. Sarà Chiodi a stabilire che tipo di opposizione faremo. Se ci porterà provvedimenti che vanno nella direzione sbagliata avrà un'opposizione durissima, se proporrà delle soluzioni concrete scoprirà che l'Italia dei valori avrà anche la forza di sostenere la maggioranza». E Di Pietro: «Costantini è stato a capo di una coalizione che, pur perdendo le elezioni, ha rappresentato in modo dignitoso. L'IdV dovrà assumere un ruolo di opposizione chiara nell'azione e costruttiva nell'interesse dell'Abruzzo. La nostra opposizione sarà nei fatti e sulle cose da fare, mai preconcetta, mai fine a se stessa».


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