Pesa l'aumento di percorrenza calcolato in cinquanta minuti
SULMONA - Bugie. Giri di parole per tentare di tenere buoni i pendolari del Centro Abruzzo. Altro, i pendolari della Federcopa, non hanno letto nelle frasi che, nelle intenzioni dell'Arpa, dovevano servire a tacitare gli animi in subbuglio degli utenti della linea Scanno-Sulmona-Roma.
Anzi. Le garanzie dell'agenzia di trasporto regionale hanno sortito l'effetto opposto. Si sono sentiti presi in giro soprattutto nel passaggio che spiega come «nessun disagio per i pendolari della Scanno-Sulmona-Roma si creerà con il varo del piano di riorganizzazione della Paolibus», i membri della Federcopa, i quali alzano il tiro e dopo essere riusciti a incassare l'appoggio di molti sindaci del comprensorio, ora chiedono anche al Prefetto di scendere in campo. «Le cose non stanno proprio come le hanno descritte dalla direzione Arpa. Il primo disagio che incontreremo - hanno detto Francesco Di Nisio e Flavio Moscetti - sarà quello dei ritardi sulla corsa. Abbiamo calcolato un aumento di tempi di percorrenza pari a 50 minuti». Se la Regione non congelerà la decisone assunta dall'Arpa, avvertono i pendolari, «metteremo in campo azioni di protesta eclatanti. In ultimo non è escluso un ricorso alla magistratura».
Intanto, a parlare di uno «sciagurato epilogo di un progetto di fusione delle due aziende aquilane fortemente voluto dal precedente governo regionale, ma rivelatosi fallimentare e preoccupante per la sopravvivenza dell'azienda», è la Filt-Cgil Abruzzo. A detta del sindacato oggi si tenta di far passare il taglio di servizi sulla Scanno-Sulmona-Roma come un'offerta innovativa in grado di sfruttare le coincidenze con le corse Arpa, mentre, in realtà «si tratta di una iniziativa decisamente sbagliata che danneggia da un lato l'utenza per la Capitale e dall'altro soprattutto i lavoratori della Micron, i quali hanno già annunciato l'impossibilità per il futuro di usufruire del servizio».
Cercando di scongiurare questa ulteriore penalizzazione per gli abitanti della Valle Peligna, la Filt-Cgil ha indicato soluzioni diverse che avrebbero consentito di razionalizzare il servizio senza ripercussioni dirette sull'utenza. «Abbiamo evidenziato una serie di sprechi e inefficienze esistenti da anni e che non hanno visto l'attenzione dell'impresa: operazioni finanziarie discutibili, affitti pagati per locale di una fermata, affitti per sedi e perfino per una fotocopiatrice». Se poi si fosse realizzato il processo di incorporazione dei servizi da parte di Arpa, allora sì che il contenimento dei costi, una razionalizzazione delle attività ed un servizio migliore sarebbero stati possibili e raggiungibili. Così, per scongiurare il taglio dei servizi, Mimì D'Aurora e Luigi Scaccialepre della segreteria regionale Filt-Cgil, chiedono al presidente della Regione Gianni Chiodi di organizzare una riunione urgente.