Federcopa invoca l'intervento del prefetto
SULMONA. I pendolari sono decisi a non perdere i bus. Così chiedono l'intervento del prefetto Aurelio Cozzani e minacciano una serie di azioni eclatanti «se non sarà congelato il taglio delle corse sulla linea Scanno-Sulmona-Roma». Sul caso interviene anche la Filt-Cgil che chiede a Provincia, Comunità montana e Comuni limitrofi di adoperarsi e convocare un incontro urgente con la Regione.
Dal primo febbraio è prevista la cancellazione di due corse: quella delle 18 da Sulmona e quella delle 19 da Roma.
«L'Arpa e Paolibus», sostengono Francesco Di Nisio, presidente della Federcopa, e Flavio Moscetti, uno dei circa cento pendolari che quasi quotidianamente raggiungono la capitale, «metteranno in ginocchio decine di lavoratori-pendolari che avranno due possibilità: licenziarsi oppure trasferirsi a Roma con tutte le difficoltà economiche annesse».
Nei giorni scorsi l'Arpa, attraverso una nota, ha sostenuto che le corse soppresse saranno sostituite con servizi in coincidenza da Avezzano per la Valle Peligna.
«Con tempi di percorrenza», ribatte il presidente di Federcopa, federazione che riunisce i comitati dei pendolari, «più lunghi di circa 50 minuti».
La Filt-Cgil, insieme a Mimì D'Aurora, segretario regionale Cgil, ha scritto alla Provincia, alla Comunità montana e ai Comuni di Sulmona, Introdacqua, Villalago, Anversa, Bugnara, Pratola e Scanno.
«Si tenta di far passare il taglio di servizi sulla Scanno-Sulmona-Roma», scrive il segretario regionale Filt-Cgil Luigi Scaccialepre, «come un'offerta innovativa in grado di sfruttare le coincidenze con le corse Arpa. In realtà si tratta di una iniziativa decisamente sbagliata che danneggia da un lato l'utenza per la capitale e dall'altro soprattutto i lavoratori della Micron, i quali hanno già annunciato l'impossibilità per il futuro di usufruire del servizio. Chiediamo al presidente Chiodi e alla nuova maggioranza del governo regionale di intervenire immediatamente».
Il Comune di Sulmona sta organizzando un'assemblea degli amministratori per individuare soluzioni.
«Vogliamo che il provvedimento sia sospeso», aggiungono Di Nisio e Moscetti, «e addirittura che le corse siano potenziate. Inoltre invochiamo l'intervento del prefetto e non escludiamo di rivolgerci alla magistratura. Prima che Paolibus subentrasse a Schiappa non c'erano problemi economici tali da determinare tagli alle corse. Sono state aumentate le corse che collegano Teramo e L'Aquila con la capitale», concludono Di Nisio e Moscetti, «a nostro svantaggio».