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Pescara, 28/04/2026
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Data: 18/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Poco azzurra e molto teramana: ecco la squadra di Gianni Chiodi

PESCARA - Sono andati a letto con dieci nomi in tasca, tutto deciso tutti d'accordo, persino Giampiero Catone che ci era tornato in tutta fretta da Roma. Si sono svegliati e un nome non c'era più, sacrificato agli equilibri di Forza Italia con un arrivederci e grazie al ministro Rotondi e sostituito in tutta fretta con quello che custodiva gelosamente in tasca almeno da una settimana Gianni Chiodi. La nuova giunta dell'ex sindaco di Teramo vede la luce alla fine di una tormentata mattina zeppa di incontri e di polemiche, minacce di strappi e richieste di dimissioni, con i cespugli infuriati e i trombati con un diavolo per capello. Molto teramana, poco azzurra, con una sola novità pescata fuori dalla politica: Federica Carpineta, giovane imprenditrice laureata in Economia, amica di famiglia di Chiodi. L'altro assessore esterno espresso direttamente dal presidente è Mauro Di Dalmazio, ex assessore alla cultura del Comune di Teramo. Gli altri otto assessori sono tutti consiglieri regionali: Alfredo Castiglione, Mauro Febbo e Giandonato Morra di Alleanza nazionale; Daniela Stati, Lanfranco Venturoni e Paolo Gatti di Forza Italia; Carlo Masci e Angelo Di Paolo esponenti della lista civica "Rialzati Abruzzo". Presidente del Consiglio regionale è l'azzurro Nazario Pagano, mentre il capogruppo Pdl in Consiglio è l'aennino Gianfranco Giuliante. «Una squadra rinnovata, giovane, ma che non ha rinunciato all'apporto di persone di esperienza - ha commentato Chiodi - si tratta di gente che conosco personalmente e che stimo moltissimo. Sarà una squadra dotata di capacità di innovazione e nello stesso tempo in grado di pilotare processi difficili che comunque la nostra regione dovrà affrontare per vincere le grandi sfide che riguardano la sanità, il turismo l'agricoltura e tutti i settori produttivi».
Viene ufficializzata alle due di ieri pomeriggio sotto un fuoco di dichiarazioni al cardiopalma: la giunta Chiodi nasce così, con la Dc di Catone infuriata e che minaccia di uscire dalla maggioranza, e tutti i cespugli in tenuta antisommossa. Non basta a rabbonirli l'asettica dichiarazione di Chiodi, «mi dispiace non sia stato possibile accogliere le richieste peraltro legittime di chi ha contribuito al lavoro durante la campagna elettorale e alla vittoria». Lui ha fatto di tutto, disposto anche a sacrificare uno dei due assessorati esterni a sua disposizione, ma alla fine il no di Forza Italia è stato decisivo. Riesce a riacciuffare per i capelli soltanto Giorgio De Matteis dell'Mpa, che accetta l'incarico di vicepresidente vicario del Consiglio: «Contento di continuare a lavorare insieme a Chiodi per l'Abruzzo secondo una formula che abbiamo applicato quando lui, sindaco di Teramo e io assessore della giunta Pace, siamo riusciti a cogliere diversi importanti obiettivi». Sulle deleghe si litigherà più tardi. Certa solo la Sanità a Venturoni, l'Agricoltura a Febbo, in ballottaggio con Castiglione per la vicepresidenza; i Trasporti, l'Ambiente o il turismo a Morra.
Gli altri partiti piccoli, tutti in libera uscita: «Lunga vita alla Giunta Chiodi - augurano i Popolari-Liberali - ma è difficile pensare che possa avere un grande futuro un governo regionale nato sull'imbroglio e la violazione dei patti. Prendiamo anche atto che in giunta ci sono uomini che sei mesi fa erano in lista per l'Udc ed hanno fatto tutto il possibile per battere il Pdl e Silvio Berlusconi». Chiede l'intervento di Berlusconi la Dc per le Autonomie: «Le liste di Chiodi hanno vinto per un due per cento che è la somma delle preferenze della Dca», dice Flavio Tanzilli. «Stento a credere a queste cose, si torna a quel modo di fare politica che ha fatto cadere la vecchia giunta», attacca Gianfranco Rotondi. Ma prima di cambiare la sua carta ieri mattina, Gianni Chiodi ha fatto una telefonata proprio a Berlusconi, per pararsi le spalle. Mica fesso.

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