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Pescara, 28/04/2026
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Data: 18/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Centro Oli, anche la Cgil regionale si schiera per il no. «Chiederemo al presidente Chiodi di aprire un tavolo di confronto con Eni ed Enel»

PESCARA. No «Al Centro Oli di Ortona per la sua insostenibilità» e alla «ricerca e coltivazione petrolifera lungo le coste abruzzesi, con particolare riferimento a quelle teramane, che danneggerebbero inesorabilmente le attività turistiche e balneari di una delle più belle spiagge dell'Adriatico». Questa la presa di posizione della
segreteria Cgil Abruzzo che chiede «alla Giunta regionale di aprire un tavolo di confronto con l'Eni e l'Enel per impegnarle ad investire in Abruzzo in piani di innovazione e ricerca sulle fonti rinnovabili, aiutando così un promettente modello di sviluppo regionale».
Per la Cgil bisogna proteggere «un modello che punta a fare della Regione Verde d'Europa un territorio all'avanguardia nella realizzazione dello sviluppo sostenibile alimentato dall'energia pulita, collocandosi nelle aree che colgono gli obiettivi di Kyoto e quelli europei in materia climatica, con ciò utilizzando le grandi opportunità di innovazione e crescita ad essi collegate: tecnologica, produttiva e occupazionale». «E' l'intero sistema delle concessioni», spiega il sindacato, «includendo cave e acque minerali, che pone problemi di chiarezza. La decisione del Governo di espropriare le Regioni della facoltà di decidere in materia di ricerche petrolifere aggrava ulteriormente questa situazione. Non è possibile escludere il parere delle popolazioni e delle istituzioni locali sul modello di sviluppo del loro territorio».
Contro il Centro Oli si erano pronunciati tutti i partiti, compreso il Pdl. Ma i sindacati, soprattutto quelli territoriali, avevano sempre difeso l'investimento pensando alla tutela dei posti di lavoro nell'area di ortona.
Un legge regionale, osservata dal governo, blocca per un anno l'investimento, ma dovrà essere il nuovo consiglio a dare una parola definitiva.

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