PESCARA. Ancora liti e divisioni. Così nel Popolo della libertà dopo aver faticosamente deciso i nomi degli assessori della giunta Chiodi, ieri sono di nuovo prevalsi i malumori per l'assegnazione delle deleghe. La riunione si è conclusa con una lista incompleta o con degli assessorati che nella notte sarebbero cambiati. Se ne riparlerà questa mattina di buon ora. Prima dell'appuntamento che il presidente Chiodi ha con la stampa all'Aquila a Palazzo Centi.
Alle 11.30 infatti Chiodi ha annunciato che terrà la presentazione degli assessorati del suo governo regionale di centrodestra.
Le deleghe Questa la ripartizione decisa ieri notte: la sanità andrà al medico forzista Lanfranco Venturoni; l'agricoltura è stata assegnata a Mauro Febbo di An. Le attività produttive vanno ad Alfredo Castiglione sempre di An, che sarà anche vice presidente della giunta. Ai lavori pubblici Angelo Di Paolo della lissta civica Rialzati Abruzzo. Turismo e cultura andranno a Mauro Di Dalmazio ex assessore alla cultura del comune di Teramo, assessore esterno scelto da Chiodi.
Al giovane e votatissimo Paolo Gatti di Forza Italia i trasporti mentre a Daniela Stati sempre di Forza Italia la nuova delega alla protezione civile, difesa del suolo e gestione rifiuti.
Carlo Masci di Rialzati Abruzzo il personale e l'informatica. A Giandonato Morra di An la formazione, il lavoro e il sociale. Infine alla «sorpresa» Federica Carpineta, albergatrice laureata in economia e commercio, tecnico esterno scelto dal presidente, dovrebbe avere il Bilancio e lavorare a stretto contatto con Chiodi. Quest'ultima assegnazione di delega sarebbe stata quasi forzata in quanto in molti hanno rifiutato il bilancio, alla luce delle difficoltà economiche della Regione. La ripartizione ha anche lasciato dei dubbi.
Polemiche e cambi La nuova lotta per le deleghe di governo segna un punto a sfavore di quanti in questi giorni hanno parlato di «una coalizione serena, di accordi a portata di mano».
In realtà le tensioni sono tornate alle stelle soprattutto per il fatto che nei partiti le dirigenze hanno sempre meno il controllo della situazione, tanto che gli atteggiamenti e le richieste personali, hanno la meglio sulla disciplina di coalizione. Lo stallo di ieri ha messo a dura prova la pazienza del presidente Chiodi che sperava di avere già in serata un via libera e affrontare oggi il debutto con tranquillità.
Alle trattative svolte nella sede di Forza Italia a Pescara, c'erano il presidente della giunta, i coordinatori del Pdl, i senatori Fabrizio Di Stefano di Alleanza nazionale e i senatori Filippo Piccone e Paolo Tancredi di Forza Italia.
Ordine del silenzio Alle 22, per evitare di dare una ulteriore immagine di divisioni è scattato l'«ordine» del silenzio da parte del presidente Chiodi, la delegazione ha deciso di mantenere il riserbo sulle decisioni già prese perché, oggi vuole essere lo stesso Chiodi ad annunciare nomi e deleghe nella conferenza stampa che si terrà all'Aquila.
Le novità sono rappresentate dai nuovi abbinamenti nelle deleghe: la protezione civile, ad esempio, prima con i lavori pubblici ora è accorpata con la difesa del suolo e la gestione dei rifiuti, il turismo con la cultura, mentre prima era legata al sociale, formazione e lavoro. Anche per la delega al personale (prima con il bilancio) ora con l'informatica. Il presidente Chiodi potrebbe tenere le deleghe per Politiche comunitarie, programmazione, grandi opere e valutazione di impatto ambientale.