Polemiche e accuse anche dal vice sindaco Roberto Riga che parla di lobby e interessi localistici
«Deluse e calpestate le legittime aspettative del capoluogo, per la prima volta escluso dalla compagine regionale». La presidente della Provincia Stefania Pezzopane accusa il neo presidente Gianni Chiodi «di questo straordinario primato. Uno smacco, un'umiliazione così pesante L'Aquila non l'aveva mai subìta in passato. La folta pattuglia di validi aquilani, pronti a entrare nell'esecutivo, è stata sacrificata, in nome della fiducia che il neo presidente ha voluto riservare a qualche fedelissimo. Si tratta di un segnale di debolezza del centrodestra aquilano, che non è in grado di far sentire la sua voce, o del neo Presidente, che è venuto meno alla sua prima promessa, quella di rappresentare tutte le istanze territoriali? Se sono questi i segnali di attenzione che Gianni Chiodi intende riservare al capoluogo, allora sarà meglio che il neo presidente inverta subito la rotta, perché né L'Aquila, né la Valle Peligna, che pure è rimasta esclusa dalla nuova giunta regionale, faranno passare sotto silenzio una penalizzazione così grave».
Daniela Stati e Angelo Di Paolo sono gli unici due assessori espressione della provincia. «Con loro - conclude la Pezzopane - prenderò subito contatto, per riallacciare le fila di progetti lasciati in sospeso, augurandomi la massima collaborazione, per dare voce alle legittime aspettative di tutte le componenti territoriali della nostra provincia».
Sorpreso anche Roberto Riga, vicesindaco dell'Aquila nonché segretario comunale del Pd. «È la chiara dimostrazione che c'è stata una spartizione di carattere politico all'interno del Pdl, che ha impedito ad alcuni territori dell'Abruzzo di essere garantiti e tutelati. In un momento in cui la politica chiede segnali di novità la Giunta regionale è stata invece condizionata da logiche di centrodestra dettate da lobby e interessi localistici. È inconcepibile che seguendo questi metodi vecchi e desueti siano stati completamente cancellati due territori, quello dell'Aquila e di Sulmona, rimasti fuori dal governo. Al capoluogo è stato concesso solo un contentino con l'assegnazione della vice presidenza del Consiglio regionale che non è un ruolo di Governo ed è comunque di scarso peso, al di là delle indiscusse capacità di Giorgio De Matteis. Il presidente Chiodi, che si è sempre voluto distinguere dicendo che non avrebbe ceduto ad imposizioni o coercizioni politiche di nessuno, ha invece rappresentato la parte più nera ed obsoleta della politica».