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Data: 19/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
E la Camera propone multe agli scioperi selvaggi e contratti flessibili

ROMA Multe ai sindacati per gli scioperi fuori le regole, per esempio quando le parti stanno trattando; sì a possibili vie di fuga dal contratto nazionale in caso di crisi; ok a una nuova Autorità indipendente che governi le relazioni sindacali. Sono alcuni suggerimenti contenuti nel documento della Commissione Lavoro della Camera a conclusione dell'indagine conoscitiva sulla riforma dei contratti. Cinque mesi di lavoro hanno portato al varo di un dossier e di alcune indicazioni. Il documento sarà esaminato la prossima settimana dalla stessa Commissione per un possibile via libera.
In esame nuove regole sugli scioperi ma anche sulla contrattazione, il cui baricentro dovrebbe essere sempre più spostato sul livello territoriale e aziendale. La Commissione ricorda che la contrattazione aziendale oggi interessa non più di un terzo delle aziende interessate ma «in quel terzo operano i due terzi dei lavoratori».
La riforma si inserisce - si fa notare - in un contesto del tutto diverso dal protocollo di luglio '93 e ora gli obiettivi, anzi «le priorità assolute», sono «il mantenimento del potere d'acquisto» e «la difesa dell'occupazione». Ma ecco i punti principali della bozza di documento della Commissione.
«Sanzioni economiche» per quelle organizzazioni sindacali che non rispettano i patti e che dunque rompono unilateralmente i periodi di tregua utilizzati dalle parti per contrattare. Le sanzioni potrebbero consistere nel «mancato versamento dei contributi raccolti in base alle deleghe».
Le clausole d'uscita in caso di crisi ci sono già in Germania e vengono inserite nei contratti nazionali per far fronte ad eventuali crisi. In esse vengono decise quali deroghe, in particolari condizioni, possono essere apportate.
L'Authority per le relazioni collettive dovrebbe avere tra i suoi compiti quello di «costruire una banca dati delle deleghe sindacali» e di «indire e gestire una consultazione tra i lavoratori interessati nel caso di perdurante divisione fra le stesse organizzazioni sindacali».
La durata biennale «è sostanzialmente fallita o, quanto meno, superata». Dunque, largo ai triennali.
È necessario - suggerisce la Commissione - «consolidare, forse con più coraggio di quanto fatto sinora, le misure che fanno riferimento agli ammortizzatori sociali», prevedendone la possibilità «anche per i lavoratori atipici».
Più spazio infine alla contrattazione aziendale legata alla produttività, anche se finora «l'esperienza - spiega il documento - è stata tutt'altro che esaltante, a conferma di una tendenza quasi invincibile a privilegiare aumenti a pioggia e a ritenere re tali aumenti una volta acquisiti».

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