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Data: 20/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cala la fiducia nel governo: -4% Sondaggio di Repubblica registra una flessione anche di Pdl e Pd, in difficoltà anche l'Idv di Di Pietro

Tra i ministri resta in «pole» Maroni (Interni), seguito da Sacconi

ROMA. Scende la fiducia nel governo del 4 per cento. La notizia destinata a rendere ancora più nervoso Berlusconi, che nei giorni scorsi si è lamentato della troppa conflittualità nel centrodestra e dell'entrata in campo in prima persona di Gianfranco Fini, è ricavata dal sondaggio mensile realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.
Un sondaggio che segna anche una flessione del 2 per cento del Pdl e un ulteriorte calo del 2 per cento per il Pd. Per la prima volta dalle ultime elezioni, il governo scende al 46 per cento ed anche la fiducia in Silvio Beluscioni si abbassa di 2 punti ed scende al 56 per cento.
La luna di miele con gli italiani è finita? Il calo è limitato ma c'é. Dopo la stabilità del mese di dicembre che aveva mantenuto la squadra del premier sulla soglia del 50 per cento, per la prima volta coloro i quali hanno «poca o nessuna fiducia» nelle capacità della compagine governativa (49 per cento) sono di più di quelli che ne hanno «molta o abbastanza» (46 per cento). E il cambio di clima non favorisce il principale partito dell'opposizione, che risulta sempre più condizionato dalle divisioni interne.
La fiducia nei partiti conferma al comando il Pdl che scende al 48 per cento (meno 2 per cento), l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro si attesta al 42 per cento (facendo registare 2 punti in meno rispetto 44 per cento del mese precedente) mentre il Pd risulta ormai affiancato dall'Udc al 27 per cento ed è superato dalla Lega che resta stabile al 31 per cento.
Per quanto riguarda la fiducia nei ministri, a guidare la classifica è Roberto Maroni (Interni), che cresce di due punti e tocca quota 64 per cento.
Al secondo posto c'è Maurizio Sacconi (Welfare) che rimane stabile a quota 61 per cento mentre Giulio Tremonti (Economia) mantiene il terzo posto con il 57 per cento. La crescita più vistosa riguarda Umberto Bossi (Riforme) che guadagna 5 punti e passa dsal 45 al 50 per cento. Il calo nei sondaggi non preoccupa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa («Sono ottimista»), e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, per il quale ad essere preoccupato dovrebbe essere il Pd.

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