Via libera dell'Ue alle misure del decreto anti-crisi da 5 miliardi
ROMA. Notizia numero uno: i Paesi dell'euro sono ufficialmente in recessione. «Recessione profonda», dice il ministro delle Finanze della Germania, Peer Steinbrueck. Notizia numero due: il parametro di Maastricht, il famoso 3% di rapporto deficit-Pil, quest'anno rischia di diventare una parola senza senso con Paesi che sforeranno dell'11% (Irlanda) e la media dell'area euro che si attesterà al -4%. Le previsioni per l'Italia sono in linea, intanto il governo incassa il sostanziale «via libera» alle misure del decreto anticrisi da 5 miliardi, giudicate «un giusto mix fra gli incentivi alla crescita e la dovuta prudenza sul fronte dei conti pubblici», come dice il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ottiene anche l'avvio delle operazioni per arrivare al varo degli eurobond, strumento che servirà a favorire gli investimenti europei.
La recessione la certificano le previsioni della Commissione europea sull'economia del Vecchio continente nell'ultima parte del 2008. «Si prevede che la crescita del Pil (Prodotto interno lordo) dell'Unione diminuisca di circa l'1,8% nel 2009 per poi recuperare moderatamente nel 2010 dello 0,5%», dicono le Previsioni intermedie della Commissione europea. Un ossimoro, la crescita che diminuisce, per spiegare che «questi sono gli effetti sull'economia reale provocati dall'intensa crisi finanziaria e dalla conseguente decelerazione dell'attività economica mondiale» (Almunia).
In Italia, dice ancora la Commissione, nel 2008 il Pil è calato dello 0,6% (contro una crescita europea dell'1%), quest'anno calerà del 2% (previsione identica a quella fornita giorni fa dalla Banca d'Italia), il prossimo anno si registrerà una ripresina con un +0,3%. Calo maggiore della media degli altri Paesi dell'Eurozona (+0,9% nel 2008, -1,9% nel 2009, +0,4% nel 2010 e dell'Europa a 27, +1%, -1,8%, +0,5%). Il rapporto deficit-Pil, che l'anno scorso si stima abbia chiuso a -2,8%, quest'anno potrebbe arrivare al -3,8%, ma potrebbe essere una situazione tutto sommato positiva. In tutta la zona della moneta unica, dice lo studio della Commissione, il rapporto si potrebbe attestare per l'anno scorso al -1,7%, mentre quest'anno ci sarà un balzo in avanti fino al 4%. Spiccano gli sforamenti previsti per alcuni Paesi: -11% dell'Irlanda, -6,2% della Spagna, -5,4% della Francia, -4,6% del Portogallo. Il problema è che l'Italia ha un debito pubblico mostruoso, un debito che, avverte la Ue, potrebbe crescere ancora, dal 105,7% del 2008 al 109,3% di quest'anno fino al 110,3% del prossimo anno se non ci saranno correzioni dei conti pubblici, ovvero, come recita il documento europeo, «a politiche invariate». Il 110,3% di rapporto fra debito e ricchezza prodotta sarebbe il più alto dal 2001 e dimostrerebbe che la manovra triennale, fiore all'occhiello del governo, non basta a cambiare il corso della crisi e che, insomma, serviranno altre correzioni pesanti.
Sul fronte dell'occupazione le notizie che arrivano da Bruxelles sono pessime. Nell'aerea dell'euro, dice la Commissione, il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 9,25% contro il 7,5% del 2007 e del 2008, nell'Europa a 27 avremo 8,75 disoccupati ogni 100 persone abili al lavoro, il che significa, quest'anno, una perdita secca di 3 milioni di posti.
In Italia le cose andranno meglio rispetto alla media dell'area euro (8,2% di tasso di disoccupazione quest'anno), ma peggio rispetto ai tassi del 2008 e del 2007 rispettivamente al 6,7% e 6,1%.
«I dati economici dimostrano che le politiche di Tremonti sono inefficaci», dice paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. «Il peggioramento dei conti è da addebitare alla finanza creativa di Tremonti», rincara Elio Lannutti, Italia dei valori. «Non è con l'immobilismo che si mettono in sicurezza i conti», dice Matteo Colaninno, Pd.