Al terminal bus c'è una centralina per rilevare l'inquinamento; da qualche giorno è stata anche dipinta di blu. Per bellezza, ma quanto a utiltà è un'altra cosa. Come se non esistesse. I dati, infatti, vengono trasmessi al Comune dove dovrebbero essere "letti" e pubblicizzati, ma questo finora non è avvenuto. Un'altra "stazione", secondo un antico progetto, doveva essere a piazzale Marconi, ma pare che non vi sia più. Tutto qui? Sembra di sì ed è francamente poco e male. Insomma, a Chieti non si rileva l'inquinamento dell'aria - come denuncia il Wwf - o mancano i dati che diano la misura della situazione. Eppure deputati a svolgere indagini, a monitorare i rischi su questo fronte sono in tanti: Comune, Provincia, Asl, Arta. Una miriade di enti e di competenze parcellizzate o sovrapponibili, ma complessivamente dai risultati scarsi, inesistenti, sconosciuti.
Insomma per l'ambiente si fa poco o nulla tanto che il Comune è stato messo sotto accusa dal responsabile del Wwf Nicoletta Di Francesco per non aver mantenuto l'impegno di monitorare l'aria nella zona industriale. L'assessore all'ambiente El Zobhi ne è consapevole. Dice: «Chiedo scusa al Wwf, ma non ho disatteso l'impegno di acquistare le centraline necessarie per il monitoraggio; ne servono parecchie e devono essere di ultima generazione. Ho chiesto i fondi utili al settore per realizzare questo piano, spero che le risorse siano previste in bilancio (che il neo direttore generale è prossimo a rimettere alla Giunta: n.d.c.). L'Amministrazione ha intenzione di monitorare tutto il territorio comunale, non solo alcune parti, ma tutto dipende dai fondi disponibili». L'assessore assicura «che il settore ecologia e ambiente ha in cantiere anche un piano operativo per poter esaminare i campioni di prelievi della centralina esistente e renderli disponibili ai cittadini».
E c'è anche il problema del rifacimento della rete idrica "colabrodo". Ma qui, l'Amministrazione Ricci ha, come dire, buon gioco. Nel senso che «le colpe vanno scaricate su chi fino a novembre ha gestito la rete» cioè l'Aca, dicono da Palazzo d'Achille. Comunque «a parte alcuni interventi già effettuati - spiega il dirigente del settore, ingegnere Giuseppe La Rovere - l'Amministrazione presenta un progetto al commissario Goio dell'importo rilevante di un milione e mezzo di euro per intervenire sul sistema idrico». Il Comune è tornato in possesso della rete idrica solo a novembre 2008 «per cui servono tempo e risorse - dice La Rovere - per sistemare le reti, per sostituirle laddove non garantiscono più sicurezza». Aggiunge El Zobhi: «Molte perdite si verificano sui tratti di allaccio dei privati dalla rete principale ai loro contatori. Dobbiamo intervenire anche su questo aspetto».