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Data: 21/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Bus, i pendolari contro i tagli. Di Nisio: la Valle Peligna penalizzata dalle scelte Arpa. Raccolte 2.500 firme per evitare la cancellazione dei collegamenti con Roma

SULMONA. «Il neo assessore ai trasporti, Giandonato Morra, blocchi subito i tagli che l'Arpa ha destinato alle linee di autobus tra Roma e il Centro Abruzzo e apra un tavolo con i sindacati, gli enti locali e i pendolari della Valle Peligna». E' questo l'appello che il presidente della Federazione dei pendolari (Federcopa), Francesco Di Nisio, che ha inviato al neo assessore regionale ai trasporti.
«I vertici dell'Arpa», ha ricordato, «sfruttando l'assenza del Governo della Regione, hanno improvvisante accelerato l'operazione del taglio delle corse, assestando un colpo mortale alla Valle Peligna i cui cittadini sono già alle prese con una drammatica crisi occupazionale. A Morra, a cui inviamo gli auguri di buon lavoro, chiediamo di congelare i tagli e di confrontarsi con noi per capire se è più giusto mantenere vivi gli sprechi che l'Arpa insiste nel tutelare o nel fornire un servizio fondamentale a centinaia di lavoratori e studenti».
Al neo assessore della giunta Chiodi», ha concluso Di Nisio, «consegneremo un dossier con 2.500 firme raccolte contro questa scellerata decisione presa, e la scelta delle corse da Roma da tagliare ne é una precisa testimonianza, soltanto per danneggiare i pendolari e non certamente per risanare i conti dell'azienda». Contro i tagli si schiera anche il consigliere regionale Giovanni D'Amico del Pd che ha scritto una lettera a Chiodi e Morra
sull'annunciato piano di ristrutturazione e conseguenti tagli ad alcune corse Arpa sulla linea Scanno-Sulmona-Roma. «Quello dei trasporti è un servizio sociale di primaria necessità», ha scritto D'Amico, «che non può essere affrontato con disinvoltura, ma richiede attente valutazioni che devono essere programmate e soprattutto condivise con le utenze e con le istituzioni locali soprattutto quando il trasporto su gomma ha una funzione insostituibile perché quello su rotaia é proibitivo. Privare un territorio in sofferenza come quello della Valle Peligna di collegamenti essenziali dei quali si avvalgono anche altre zone come l'Alto Sangro e la Valle del Sagittario», ha aggiunto D'Amico, «soprattutto in contrasto con con la volontà dei pendolari, delle istituzioni e di una parte larga delle forze sociali si rischia di aprire un conflitto sociale di cui non abbiamo bisogno». «Ecco perché ci rendiamo disponibili», ha concluso D'Amico, «a ricercare le soluzioni migliori per le aziende, ma anche per i pendolari».

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