SULMONA. Anche i lavoratori peligni della Micron contestano il piano di ridimensionamento messo in atto da Arpa sulla tratta Roma-Sulmona-Scanno e lanciano un appello agli amministratori.
Di fatto, con la soppressione della corsa delle 19 da Roma e la coincidenza istituita da Arpa ad Avezzano, i dipendenti Micron per tornare a Sulmona dovranno aspettare i pendolari provenienti da Roma. «Con il risultato» spiegano Alessandro Ciuffini e Alberto Ritieni in rappresentanza di una cinquantina di lavoratori Micron che risiedono in Valle Peligna «che noi torneremo a casa alle 21.45 invece che alle 21, senza considerare gli eventuali ritardi del pullman proveniente da Roma. È assurdo» aggiungono «qui si va a penalizzare i lavoratori-pendolari come noi e tutte quelle persone che quotidianamente raggiungono Roma per motivi di studio». Dal 1º febbraio saranno soppresse due corse sulla tratta Scanno-Sulmona-Roma: quella delle 18 da Sulmona e quella delle 19 da Roma, quest'ultima sarà sostituita da un autobus per Avezzano. In pratica, si partirà dalla capitale alle 19, via autostrada, poi l'autobus uscirà al casello di Magliano dei Marsi percorrendo la strada interna arriverà allo stabilimento Micron (presumibilmente verso le 20,20 salvo ritardi) da qui andrà verso Avezzano e poi a Sulmona, dove l'arrivo è previsto alle 21,45 circa. «Oltre tre quarti d'ora d'attesa per tornare a casa» continuano «perché si deve aspettare l'autobus proveniente da Roma: a questo punto non potremo più utilizzare questa corsa e dovremo provvedere da soli con i mezzi privati». I lavoratori chiedono l'intervento dei rappresentanti istituzionali e stanno già prendendo contatti con la Federcopa per organizzarsi insieme ai pendolari della tratta Scanno-Sulmona-Roma.
«Una razionalizzazione di sistema con rafforzamento dei collegamenti fra Sulmona e Scanno con Roma» è invece la proposta di due sindacati. Dopo le polemiche sui tagli delle corse degli autobus della Paolibus, società con capitale misto, pubblico e privato, che si occupa dei collegamenti con la capitale, arriva una proposta, anche se non unitaria, da parte della Fit-Cisl e della Uilt-Uil, contenuta in una lettera inviata al presidente della Regione Gianni Chiodi e alla presidente della Provincia Stefania Pezzopane.
«È un'azienda a capitale misto» scrivono Alessandro Di Naccio (Cisl) e Paolo Di Credito della Uil «le cui perdite gravano sul bilancio della Regione, e sulla tratta Scanno-Sulmona operano ad oggi tre coppie di corse quotidiane che fanno registrare incassi nemmeno sufficienti a coprire il 50 per cento del costo di un dipendente. È opportuno specificare che su questi servizi non ci sono contributi regionali. È comunque fondamentale salvaguardare il diritto alla mobilità dei cittadini e tutelare il personale».
Secondo i sindacati la razionalizzazione del sistema consentirebbe un recupero di risorse da reinvestire nel trasposto locale.
Sulla questione del riassorbimento da parte dell'Arpa delle società partecipate, Cisl e Uil si dicono «favorevoli alla costituzione di un'unica azienda regionale».