PESCARA. Appena insediato l'assessore regionale ai trasporti e alla mobilità, Giandonato Morra, dovrà affrontare i problemi dei disabili che da qualche mese devono fare a meno del servizio di trasporto gratuito, abolito dalla Regione Abruzzo. Ieri mattina i rappresentanti delle varie associazioni interessate alla questione hanno fatto arrivare a Morra una richiesta urgente di incontro.
Chiedono di discutere di una vicenda, che ha già provocato forti disagi e anche proteste.
A sollecitare un appuntamento è stato Luigi D'Ostilio, coordinatore regionale della Fand Abruzzo, la federazione tra le associazioni nazionali dei disabili che riunisce Anmic, Anmil, Ens, Uici, Unms. Nel documento inviato a Morra, D'Ostilio chiede di cercare «con urgenza soluzioni adeguate al problema delle tessere di libera circolazione», essendoci state molte lamentele da parte degli invalidi, che si sono ritrovati da un giorno all'altro a dover pagare le spese di trasporto. Per le varie associazioni il problema va risolto «approvando al più presto una legge, anche provvisoria, alla quale far seguire poi un'altra legge, definitiva. Con un primo provvedimento immediato», suggerisce D'Ostilio, «si potrebbe ristabilire il beneficio in favore della categoria, evitando che i disagi si protraggano ulteriormente. Poi si potrà discutere una seconda legge, magari più completa, migliorando ciò che nel passato non andava e eliminando alcuni aspetti farraginosi. Su questo siamo disposti a confrontarci, ma nel frattempo i tesserini per gli invalidi vanno ripristinati».
Sono tante, tantissime, le persone che si lamentano da ogni angolo della regione per l'abolizione del trasporto gratuito. Tra i circa 8.000 disabili che usufruivano di questo beneficio «ci sono uomini e donne che oggi sono in grandissima difficoltà e non possono neppure andare a curarsi. Altri, sottolinea D'Ostilio, non possono raggiungere il posto di lavoro, perché non guidano, e altri ancora non riescono a raggiungere i familiari. Di certo non si può pensare di cercare un autista. Gli invalidi civili vivono con appena 8 euro al giorno, per cui figuriamoci come stanno affrontando questa situazione. Ecco perché diciamo che non possiamo transigere, su questo problema. E' una questione davvero impellente».
La Fand ritiene che non ci sia più tempo da perdere anche per un altro motivo. «Riceviamo sollecitazioni di gente che è pronta a mobilitarsi, a scendere in piazza per protestare. Noi dirigenti stiamo cercando di mantenere la calma spiegando che abbiamo preso contatti con la Regione per risolvere il problema. Stiamo cercando di agire un po' come freno nei confronti degli invalidi che vogliono manifestare il loro disappunto».