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Data: 21/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il dubbio: Chiodi ostaggio del Pdl? Ma ha imposto i «suoi» assessori

TERAMO. Il fatto che lunedì accanto a Gianni Chiodi, mentre presentava la nuova giunta regionale, ci fossero i senatori del Pdl Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano non è piaciuto a molti. Ma come, ha detto qualcuno, lui è il presidente di tutti gli abruzzesi e si presenta «scortato» da due uomini di partito? Non è che lui di questo partito sarà ostaggio, semplice marionetta chiamata a recitare un copione scritto altrove?
Dubbi legittimi, ma c'è un fatto oggettivo e inequivocabile che dice il contrario. Chiodi ha fatto la «sua» giunta, non quella che gli imponevano il manuale Cencelli e le logiche territoriali. La presenza di teramani (quasi tutti suoi fedelissimi) nell'esecutivo è tale da essere quasi imbarazzante. A Teramo l'opinione pubblica attendeva la giunta per capire quanta autonomia avesse davvero Chiodi presidente della Regione. Si pensava che l'ex sindaco potesse avere al massimo tre teramani. Ne ha messi quattro; anzi cinque se si considera la teramanità acquisita di Federica Carpineta, anzi sei se si considera che il capo di gabinetto di Chiodi, l'ex assessore comunale a Teramo Enrico Mazzarelli, sarà di fatto l'esecutore delle molte deleghe che il governatore si è tenuto per sé.
Dallo staff di Chiodi si sussurra che la presenza di Piccone e Di Stefano «non era una cosa studiata. Stavano lì, sono stati i due coordinatori della campagna elettorale, è stato un gesto di rispetto. Ma, come si vede, questo è il governo del presidente, non dei partiti». I collaboratori più stretti di Chiodi assicurano che il parto della giunta è andato «più liscio dell'olio, andò molto peggio al Comune. Il problema è stato con i "cespugli", ma la linea è quella di Berlusconi: il Pdl deve prevalere su tutte le componenti minori».
Di sicuro in consiglio Chiodi non si presenterà «scortato». Il nuovo consiglio regionale si insedierà ufficialmente martedì prossimo, 27 gennaio, alle 10,30 presso il Palazzo dell'Emiciclo all'Aquila. La convocazione ufficiale è stata disposta ieri pomeriggio, ai sensi dell'articolo 14 del nuovo Statuto regionale, dal consigliere anziano, Antonio Prospero. L'ordine del giorno dei lavori prevede: costituzione dell'ufficio provvisorio di presidenza; elezione del presidente del consiglio regionale; elezione dei due vice presidenti del consiglio regionale; elezione dei due segretari del consiglio regionale; comunicazioni del presidente Gianni Chiodi in ordine alla composizione della giunta regionale e presentazione del programma.

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