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Data: 21/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Chiodi prigioniero dei capibastone» Costantini: nessuna svolta i partiti lo condizionano

PESCARA. Carlo Costantini, capo dell'opposizione in Consiglio regionale, scuote la testa di fronte ai metodi seguiti per la costituzione della giunta, presentata due giorni fa. Per Costantini la formazione della squadra di governo non è riconducibile direttamente al presidente Chiodi: insomma, non sarebbe farina del suo sacco. Dietro il presidente della giunta ci sarebbero «tre o quattro capibastone che hanno dimenticato, evidentemente, di essere parlamentari e seguono Gianni Chiodi come un'ombra, con conseguenze disastrose per lo stesso presidente che certamente deciderebbe meglio da solo, se avesse la possibilità di farlo». Queste pressioni, dice Costantini, sono come delle «gabbie che sono state costruite attorno a Chiodi».
Un'altra gabbia per Chiodi, secondo Costantini è quella del «presidente Berlusconi e dagli interessi economici che gli ruotano attorno». Non è finita. Ci sono poi quelle imposizioni che faranno propendere Chiodi «per l'assoggettamento dell'Abruzzo al petrolio e per la nascita degli inceneritori».
L'immagine che viene fuori dalle parole di Costantini è quella di un presidente con un'autonomia scarsa, quasi nulla, e quello dei giorni scorsi è stato «uno spettacolo non diverso dal passato, con urla, minacce di sfiducia, documenti firmati e non mantenuti» fino ad arrivare alla definizione della giunta.
«Probabilmente», commenta Costantini, «gli abruzzesi che hanno votato Chiodi si aspettavano un segnale di cambiamento rispetto alle precedenti consiliature, ma a quanto pare il passato si è materializzato di nuovo con metodi che speravo fossero stati superati».
C'è ben poco da dire, invece, sugli assessori che accompagneranno Chiodi in questo mandato. Costantini ritiene di non poter «esprimere un giudizio sulle persone. Le conosco poco, dice. E l'amica di famiglia del presidente, che ha avuto la delega al Personale, non so chi sia». Il capo dell'opposizione ci tiene, però, a dire qualcosa sullo spoil system dei direttori generali delle Asl abruzzesi che si intravede all'orizzonte. Anche questa non sarebbe un'idea nata da Chiodi e dietro ci sarebbero i «capibastone del Pdl», osserva Costantini.
«Io non ho alcuna esigenza di difendere i manager delle Asl ma bisogna riflettere su un fatto», dice il leader dell'opposizione di centrosinistra, «in questo momento non sappiamo ancora quante saranno le Asl, se due, quattro o una soltanto, per cui mi chiedo che senso abbia sostituire i direttori generali delle sei Asl attuali con soggetti che potrebbero esercitare delle resistenze a qualunque processo di riforma che possa coinvolgere le poltrone su cui siedono. Sarebbe opportuno, quindi, ridisegnare il quadro delle Asl, eliminare delle poltrone e poi nominare i nuovi vertici. Ritengo sia un errore, cioè, sostituire quelli che ci sono per poi annunciare che devono andarsene a casa, tra un mese».
Costantini è assolutamente aperto al dialogo, su questo fronte, e annuncia che «se il presidente chiederà aiuto all'opposizione di certo l'avrà, da parte mia».

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