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Pescara, 28/04/2026
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Data: 22/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Confindustria, ultimatum alla Cgil. Contratti, la Marcegaglia attacca. Epifani: «La riforma non è una priorità». Oggi vertice governo-parti sociali

Ammortizzatori: Regioni in rivolta. Brunetta: nell'esecutivo c'è l'accordo

ROMA Ore 16, palazzo Chigi: primo appuntamento ufficiale del nuovo anno tra governo e parti sociali. Sul tavolo tutto e di più: dalle infrastrutture agli ammortizzatori sociali, dall'orario di lavoro alla riforma dei contratti. Ieri sera, intanto, il governo avrebbe individuato un accordo sulle risorse da destinare proprio agli ammortizzatori sociali, che potrebbe facilitare il confronto. E comunque già una prima voce dell'ordine del giorno è stata ieri cassata (se sussistessero ancora dei dubbi) da Guglielmo Epifani: «La riforma dei contratti non è una priorità di questa stagione, occuparsene in questi giorni sarebbe da matti». Poi un avvertimento: «Se si andrà ad un accordo sarebbe un errore anche perchè inefficace. Sulle regole dobbiamo avere una condivisione generale. La Confindustria di Emma Marcegaglia non ha raccolto la nostra richiesta di allargare il tavolo di confronto per arrivare a una soluzione unica mentre quello che si profila sono modelli separati per settori e comparti». Dunque, partita chiusa. Almeno sul versante cigiellino.
Ma così, evidentemente, non la pensano gli altri sindacati, Cisl (Bonanni ha definito semplicemente «incommentabili» le parole del leader della Cgil) e Uil in particolare che, invece, vogliono arrivare ad un accordo in tempi stretti. C'è chi immagina addirittura uno scenario preciso: oggi il governo tira le somme e sui contratti e sugli interventi anti-crisi e domani o all'inizio della prossima convoca di nuovo le parti sociali per sottoporre loro la firma di un protocollo. E chi ci sta, ci sta. A questo epilogo farebbe pensare anche l'ultimatum lanciato dalla Marcegaglia: «Mi auguro un ripensamento della Cgil anche all'ultimo momento. Abbiamo fatto del tutto per riportare Epifani al tavolo che abbiamo allargato a tutte le associazioni datoriali e tutti i sindacati ora condividono il disegno. Mi auguro che lui non guardi ad altri obiettivi come le elezioni europee». Un autentico braccio di ferro che vede impegnate da una parte gli industriali, le altre sigle confederali e associazioni di categoria e, dall'altra, la confederazione di corso d'Italia. Epifani però, ieri in conferenza stampa, ha ostentato grande sicurezza ed, anzi, ha rilanciato anche nei confronti del governo: «Se non fornirà risposte su come governare la crisi economica, la Cgil scenderà in piazza il 4 aprile con una grande manifestazione. Mi sembra che non ci sia un'idea su come governare il processo di recessione con cui far uscire il Paese dalla situazione gettando al tempo stesso le basi di un rilancio futuro».
Che anche il governo voglia chiudere in fretta la partita su contratti e misure anti-crisi lo dimostrerebbe anche il vertice interministeriale di ieri a palazzo Chigi, presente il responsabile dell'Economia Tremonti. Al centro della discussione le risorse con le quali finanziare gli ammortizzatori sociali: 8 miliardi. Ma dove recuperarli? Forse dagli stanziamenti immaginati per le Regioni ed i governatori devono aver fiutato il vento se è vero che è saltato il confronto con il governo sui fondi Fas (Fondo aree sottoutilizzate) e sul fondo europeo da destinare proprio agli ammortizzatori sociali. Le Regioni temono, insomma, che quegli 8 miliardi alla fine l'esecutivo li andrà a prendere proprio dalle loro dotazioni finanziare. Il ministro Brunetta, presente all'interministeriale si è limitato a un annuncio: «Abbiamo trovato un grande accordo tra di noi».

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