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Pescara, 28/04/2026
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Data: 22/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi a Berlusconi: troppo duro il piano di rientro della sanità

L'AQUILA - Un incontro col presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a palazzo Chigi ed uno col ministro del Welfare Maurizio Sacconi, entrambi non previsti. Gianni Chiodi ha colto al volo l'occasione del nuovo rinvio dell'incontro per la ripartizione del fondo sanitario nazionale, per parlare dei problemi dell'Abruzzo al capo del Governo che lo ha trattenuto una ventina di minuti. A Berlusconi Chiodi ha fatto presente gli obiettivi della giunta regionale e le iniziative che saranno al centro del lavoro del nuovo esecutivo nei prossimi mesi. Ma ha molto insistito sulle difficoltà che derivano dal piano di rientro della sanità. Gli stessi problemi Chiodi aveva esposto due ore prima al ministro Sacconi. Sia Berlusconi, sia Sacconi avrebbero assicurato al governatore che daranno una mano all'Abruzzo. Chiodi si è anche incontrato col sottosegretario allo Sport Rocco Crimi ed è molto probabile che i due abbiano parlato dei prossimi Giochi del Mediterraneo a Pescara.
In uno scambio di battute con i giornalisti, il governatore ha definito «molto duro il piano sanitario di rientro, anche se siamo determinati a farcela». E ha insistito sui problemi che affliggono oggi la nostra regione: le tasse già alte per cittadini e imprese, il pozzo senza fondo della sanità, l'impossibilità per la stessa di finanziare lo sviluppo, le difficoltà «legate alla messa in atto di un modello virtuoso». Ha aggiunto tuttavia che «non è possibile fare scelte diverse. Dobbiamo farcela per forza. Abbiamo davanti a noi un solo sentiero da poter imboccare, a destra e a sinistra di questo percorso c'è solo il baratro».
Parlando dei possibili sviluppi della situazione abruzzese, Chiodi ha detto. «C'è la necessità che il Governo assista e consigli la Regione Abruzzo in un momento come questo così difficile. Mi auguro che in concreto valuti anche se esistono margini per noi, fermo restando la nostra volontà di rientrare del debito». «La situazione della Regione- ha spiegato Chiodi- è molto grave. Non c'è più un euro per lo sviluppo, tolti i Fas, i fondi comunitari per i quali tra l'altro si sta discutendo anche una possibile riduzione a fronte della crisi. Abbiamo ereditato una situazione drammatica». E sempre a proposito del piano di rientro, Chiodi è tornato a sollecitare un occhio di riguardo nella ripartizione del Fondo sanitario nazionale. «Ho solo chiesto, come hanno già fatto con successo in passato altre Regioni, un trattamento che tenga conto delle difficoltà in cui versa la nostra Regione. Mi rendo conto che le altre Regioni potrebbero obiettare che è ingiusto che venga loro accollato lo scarso virtuosismo attuato in passato dall'Abruzzo». Il fondo sanitario nazionale 2009, da ripartire tra le Regioni, è di 104 miliardi di euro. All'Abruzzo dovrebbe toccare una quota superiore a quella del 2008 che fu di 2 miliardi e 150 milioni.
E ieri è saltato a Roma anche l'incontro tra il Governo e la conferenza delle Regioni per i fondi strutturali destinati alle aree sottoutilizzate (Fas). Si tratta di 8 miliardi di euro che il governo vuole tagliare per dirottarne una parte agli ammortizzatori sociali. All'Abruzzo erano stati assegnati 135 milioni. I tagli, tuttavia, non dovrebbero riguardare la nostra regione, ma quelle Regioni che hanno speso poco o non hanno speso affatto i fondi Fas. Ieri la Conferenza delle Regioni ha presentato al Governo un documento unitario per ribadire la propria posizione. In questa ottica, le Regioni hanno anche avviato una ricognizione dello stato di utilizzo delle risorse Fas e dei fondi strutturali. Anche la Regione Abruzzo, attraverso la direzione Affari della presidenza, ha inviato le informazioni richieste. «Deve migliorare la qualità della interlocuzione con il Governo, la qualità del confronto è importante- ha detto Chiodi presente all'incontro con i presidenti delle Regione -. Siamo molto preoccupati perché non abbiamo dati certi per avviare un'attività di programmazione».

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