LANCIAN0 - Preoccupati certamente, ma non rassegnati. Anzi, più agguerriti che mai: «il lavoro deve essere il primo punto dell'agenda regionale». Sono i delegati e i quadri sindacali della Fiom-Cgil delle aziende del Gruppo Fiat e dell'indotto operanti in Val di Sangro, nella provincia chietina e nell'intero Abruzzo, che ieri mattina si sono ritrovati a Lanciano. Sono pure intervenuti Enzo Masini della Fiom nazionale e Gianni Di Cesare segretario regionale dalla Cgil. Tra i punti al centro del dibattito il rifiuto da parte della direzione Sevel di gestire la crisi in atto in modo unilaterale, senza alcuna collaborazione con le forze sindacali. E la risposta alla nuova cassa integrazione che, da lunedì 26 prossimo e fino all'8 febbraio, scatterà di nuovo alla Sevel e, di conseguenza, nella fabbriche dell'indotto diretto. Il primo obiettivo da centrare, per i delegati della Cgil è lo sciopero del 13 febbraio, che vedrà accanto ai metalmeccanici anche i lavoratori del pubblico impiego, «perché questa è una crisi che riguarda tutti, non soli i dipendenti delle fabbriche». E per organizzare al meglio la manifestazione, venerdì prossimo, al Palazzo degli Studi di Lanciano, si terrà un apposito attivo provinciale.
«Solo in Val di Sangro - dice Nicola Di Matteo, segretario regionale della Fiom -, tra la Sevel e le aziende dell'indotto diretto e indiretto, per il Gruppo Fiat sono stati già persi 3 mila posti di lavoro. Bisogna creare un "movimento" forte, con l'appoggio delle istituzioni e della politica, che abbia la forza di riportare il Gruppo Fiat al tavolo della trattativa per una gestione unitaria della crisi». Di Matteo chiama in causa la Provincia e la Regione. «Chiediamo al Presidente della Provincia - di convocare qui, a Lanciano e ad Atessa, un consiglio provinciale con la presenza di tutti i sindaci del territorio per deliberare proposte operative per fronteggiare la crisi. Non si può permettere alla Sevel di chiudere porte e finestre in faccia a tutti e gestire la crisi in modo unilaterale». Alla Regione Di Matteo dice: «Adesso il nuovo Governo regionale si è insediato e può operare: noi non abbiamo pregiudizi verso nessuno, giudichiamo sui fatti. Altre Regioni hanno già messo in campo milioni di euro per fronteggiare la crisi in tutti i suoi aspetti: l'Abruzzo non può più stare a guardare». Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom, dopo aver ricordato come «l'estate scorsa il nostro grido di allarme su quanto andava a maturando cadde nel vuoto», sottolinea «il momento difficile che stanno attraversando le aziende dell'indotto Sevel, costrette a muoversi in modo preoccupante sul piano della flessibilità perché dalla stessa Sevel non arriva una programmazione precisa».
Non manca qualche autocritica. «Se i lavoratori - dice Adorante Vanfrido, delegato della Denso - non hanno mandato al Governo regionale propri rappresentanti diretti, poi qualche problema devono porselo, così come è necessario ritrovare una vera solidarietà nel mondo del lavoro, ma con atti concreti, nessuno pensi solo al suo orticello».