Svelato il progetto che ha vinto la gara, due mezzi viaggeranno in direzioni opposte
PESCARA. Per i pedoni non c'è più speranza. E neppure un metro a disposizione. Il filobus occuperà entrambe le corsie perché le corse saranno due e simultanee. Un mezzo andrà da Pescara a Montesilvano, mentre il secondo correrà in senso opposto. Non è facile strappare anticipazioni sul progetto che oggi sarà presentato nella sede della Gtm in via Aterno. Ma dalla stessa Gtm si lasciano sfuggire il particolare più importante: quello che interessa più di ogni altro mamme, bimbi e anziani che vedono la Strada Parco come un patrimonio entrato nel dna dei pescaresi.
L'appalto è andato alla "Balfour Beatty Italia", un colosso con casa madre a Londra. E con 31 milioni di euro, Pescara avrà due filobus e corse continue, ogni venti minuti, sui sette chilometri di strada ecologica che la uniscono a Montesilvano.
Le corse frequenti permetteranno di alleggerire l'enorme carico di passeggeri che, ogni giorno, salgono sul bus numero 38 che, in assoluto, è il più frequentato tra tutti i mezzi pubblici dell'area metropolitana. Saranno mezzi su gomma ed ecologici quelli del filobus, perché spinti dalla corrente. Ma la Strada Parco non sarà deturpata da decine di piloni per sorreggere i fili elettrici. A Pescara, i piloni, del tipo che invadono la strada della Colonnetta che da Chieti Scalo sale sul colle, almeno non ci saranno perché - assicurano dalla Gtm - verranno sfruttati al massimo i pali della luce già esistenti sulla Strada Parco.
Queste le indiscrezioni. Questa mattina il quadro si completerà. Si chiude il sipario sul primo atto di una storia infinita. Riccardo Chiavaroli, presidente della Gtm, sintetizza tutto con un avverbio: «Finalmente». E poi rilancia: «Faremo anche il 2º e il 3º lotto». Era il 1989 quando, con una mozione di Vincenzo Del Colle, la Regione dava il via libera al filobus sulla Strada Parco. Anno 1992: la giunta comunale di Carlo Pace approva il progetto che sarà modificato due volte, nel '96 e nel 2001. Ma 2002 nasce l'associazione Strada Parco, cioè il fronte del no: 600 iscritti che dichiarano guerra al filobus. A presiedere l'associazione c'è l'ingegnere pescarese Mario Sorgentone, che già annuncia ricorsi al Tribunale ammnistrativo. E svela il "tallone d'Achille" dell'appalto. Ma c'è anche il fronte del sì, leggi Glauco Torlontano e altre 6 associazioni che vogliono il filobus per alleggerire le corse del 38 e, quindi, salvare viale Bovio dallo smog. E i sindaci? E la Regione? Cantagallo, primo cittadino di Montesilvano, è stato chiaro sin dal primo momento: no al filobus. Del Turco, presidente della Regione, boccia il filobus con una frase: «Un'idea stupida, inutile al fine della riduzione del traffico». Cantagallo, due giorni fa, dopo aver saputo dell'esito dell'appalto, si è quindi sfogato: «Del Turco si era esposto personalmente. I socialisti, il suo partito, avevano addirittura fatto i manifesti schierandosi contro quest'opera che continuiamo a ritenere inutile e dannosa. E poi? Io mi sono fidato ciecamente. Mi hanno detto addirittura che l'aggiudicazione dell'appalto sarebbe slittata a settembre perché uno dei componenti della commissione doveva sposarsi. Altre bugie». Anche D'Alfonso, alla fine, si pronuncia. Dopo aver lanciato l'idea della metro, dichiara: «Anche al 92º minuto fermerò la gara d'appalto». Il 92º minuto è arrivato e D'Alfonso si lascia scappare: «Stiamo valutando la correttezza della procedura». Il ricorso al tribunale amministrativo è già in cantiere.