«I lavori eseguiti non hanno compromesso la stabilità degli edifici vincolati insistenti su via Roma, anche se non possono escludersi aggravamenti di quadri fessurativi e patologie strutturali preesistenti, tali, tuttavia, da non pregiudicare la sicurezza complessiva di ciascun fabbricato». Questo il succo di una perizia eseguita dall'ingegner Alberto Baudà, depositata in occasione dell'ultima udienza del processo relativo ai presunti danni sul patrimonio architettonico (i palazzi di via Roma vincolati) in seguito ai lavori eseguiti dalla Cgrt sui sottoservizi ubicati lungo via Roma. Si tratta di uno dei tanti procedimenti in essere in seguito alla realizzazione dei lavori lungo l'antica arteria. Al di là dell'aspetto penale, la perizia sembra rilevante in quanto si tratta del primo risultato scientifico riguardante l'effetto dei contestati lavori lungo l'asse stradale. «Le modalità e la tipologia dell'intervento - scrive il perito - erano tali da poter arrecare potenzialmente danni a strutture murarie antiche e non in perfetto stato di manutenzione, provvedimenti in corso d'opera, come il distanziamento degli scavi e l'impiego di mezzi leggeri, hanno poi contenuto le azioni impresse alle strutture entro limiti accettabili». «Occorre infine segnalare che la previsione degli effetti derivanti da scavi superficiali a sezione obbliga in prossimità di manufatti e il reale stato delle antiche murature è problema assai complesso e affetto da notevoli incertezze».