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Data: 24/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil «Il Governo ha forzato giocando con i numeri»

ROMA. Il governo ha forzato per raggiungere un accordo pur sapendo che la Cgil non avrebbe dato il suo consenso». Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil e stretto collaboratore di Guglielmo Epifani, respinge l'idea di una Cgil isolata e annuncia mobilitazioni in tutto il Paese contro gli accordi separati. «E' il governo - afferma - a non essere riuscito a mettere in campo iniziative per arginare una crisi così vasta, per dare risposte sugli ammortizzatori e sostegno fiscale a consumatori e imprese».
Perché avete detto no alla riforma del modello contrattuale?
«Anzitutto perché non è una priorità del paese. Inoltre i meccanismi definiti nel livello nazionale per gli aumenti salariali non garantiscono il reintegro delle somme perse per gli effetti dell'inflazione reale. L'accordo insinua ampie deroghe nei contratti nazionali mettendone quasi in discussione la validità, senza allargare seriamente il secondo livello. Infine, perdendo l'unicità contrattuale, le regole non saranno uguali per tutti dopo aver recepito i tanti accordi separati raggiunti in questi mesi dal governo con Cisl e Uil».
Il 13 febbraio ci sarà lo sciopero del pubblico impiego e dei metalmeccanici, poi la manifestazione nazionale della Cgil. Per quali obiettivi?
«Il governo è stato nettamente al di sotto delle aspettative con iniziative decisamente insufficienti di fronte a una crisi pesantissima con 700 mila nuovi disoccupati in arrivo ai quali si aggiungeranno dal 1º luglio 100 mila precari della pubblica amministrazione e da settembre un'altra vasta quota di lavoratori della scuola. A questo aggiungiamo il già consistente ricorso alla cassa integrazione in tutto il Paese».
Accusate il governo di giocare con i numeri?
«Sì, a differenza di ciò che accade in altri paesi europei, in Italia si gioca con i numeri. Tremonti ha detto che le misure nel suo decreto assommano a 6,3 miliardi, i tecnici ministeriali li hanno ridotti a cinque mentre Confindustria dice che il decreto vale quattro miliardi. Dati ballerini».
Chiedete misure sugli ammortizzatori sociali?
«Dove sono gli otto miliardi di euro sbandierati? Se il governo non mette queste risorse aggiuntive le regioni non potranno intervenire».
La rottura tra le confederazioni indebolisce comunque i lavoratori.
«Vero, anche se è bene non nascondere le differenze tra di noi. La Cgil è per l'unità e mantiene una linea di rigore e serietà senza cedimenti. Allo stesso tempo diciamo a Cisl e Uil: portiamo gli accordi separati davanti ai lavoratori, facendoli esprimere nelle assemblee e nei referendum».

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