PESCARA - Non saranno cinque anni di rose fiori e autoblu, sorrisi e assenze, viaggi dorati e ritardi: della serie facciamoci i cavoli nostri. No, proprio per niente: Gianni Chiodi detta le regole, lo fa nella prima giunta del dopo Del Turco e dell'era Pdl, chiede rigore e rispetto degli orari e delle regole ai suoi assessori per la prima volta riuniti intorno al tavolo a Palazzo Centi, si rivolge a quelli di lungocorso e agli esordienti, agli aennini e agli azzurri, ai fedelissimi e a chi già gli storce il muso. Una giunta di indirizzo quella di ieri, due ore trascorse a elencare le regole di comportamento, nessun comunicato alla fine ma solo idee più chiare. Perchè il segnale che Gianni Chiodi vuole dare ai cittadini è chiaro, e parte da qui: «Dobbiamo dare l'esempio», ha detto ieri.
Prima di tutto le assenze: non saranno tollerate se non per casi gravissimi, gli assessori dovranno essere tutti presenti alle riunioni di giunta, che si terranno indicativamente all'inizio della settimana, ma anche ai Consigli regionali. E ieri all'appello mancava soltanto Daniela Stati, assenza giustificatissima per gravi problemi di salute. Non solo: gli assessori dovranno sempre assicurare la loro presenza alle commissioni consiliari di competenza, non si dovrà mai più assistere alle sceneggiate delle passate legislature, commissioni rinviate mese dopo mese nell'attesa che l'assessore si presentasse a illustrare le sue iniziative. «E almeno uno di voi dovrà sempre essere presente alla Conferenza dei capigruppo», ha ammonito il presidente, un modo per rinsaldare quel filo tra Consiglio regionale e Giunta che sia ai tempi di Pace che di Del Turco è sempre stato spezzato.
Parte dagli errori del passato il nuovo presidente pidiellino, dal lungo elenco di errori commessi dalla vecchia maggioranza di centrosinistra: c'è una ics sopra la voce "scollamento giunta-Consiglio", che nell'era Del Turco diede vita all'inaccettabile rimpallo di responsabilità tra i due organi istituzionali, ad un costante scambio di accuse. No, «io sono il presidente della giunta ma anche il capo della maggioranza», ha detto secco ai suoi fedelissimi, e quindi responsabile anche dei buoni rapporti tra Consiglio regionale e esecutivo. E la presenza di un membro della giunta alla conferenza dei capigruppo servirà proprio a questo, a rinsaldare il rapporto tra i due organismi. «Consiglio regionale e giunta dovranno vivere in perfetta simbiosi», ha ricordato ai suoi assessori.
E rigore vuol dire anche puntualità, per Chiodi ci potranno essere al massimo cinque minuti di tolleranza: gli assessori dovranno essere sempre puntualissimi. Ma non soltanto alle riunioni ufficialmente convocate: li vuole vedere al lavoro sei giorni alla settimana, e non c'è sabato che tenga. Inchiodati al lavoro mattina e pomeriggio, soprattutto nei primi tempi perchè la situazione finanziaria è molto grave. Sfonda una porta aperta con Alfredo Castiglione di An, che ha assistito direttamente alla latitanza di colleghi della maggioranza ai tempi della giunta Pace e dell'opposizione ai tempi di Del Turco, ai consigli rinviati per numero legale, alle commissioni deserte. Ma deve ripeterlo più volte per farlo capire bene ai più giovani, ai meno esperti. Non si dovrà timbrare il cartellino ma quasi, «dobbiamo lavorare come la gente comune», e Chiodi pretende che venga assicurata la presenza degli assessori abruzzesi anche agli incontri di Roma, alla Conferenza Stato-Regioni per riscattare l'immagine dell'Abruzzo ormai finita a picco nella valutazione delle altre regioni dopo gli scandali.
Subito dopo, nel pomeriggio, il gruppo Pdl si è riunito alla presenza di Chiodi per eleggere per acclamazione il capogruppo Gianfranco Giuliante, di An. Presenti anche Carlo Masci e Angelo Di Paolo di "Rialzati Abruzzo", ma non Antonio Prospero, che conferma così l'intenzione di non aderire al gruppo Pdl.