TRASPORTI «Corse necessarie per i pendolari». Appello dei consiglieri Ricciuti e Di Bastiano
SULMONA. La Regione è pronta a scongiurare i tagli annunciati dall'Arpa sulla linea Scanno-Sulmona-Roma. La soppressione di due corse è prevista dal primo febbraio. Martedì il caso sarà esaminato dalla giunta, dopo le pressioni esercitate sul presidente Gianni Chiodi e sull'assessore ai trasporti Giandonato Morra.
La decisione è stata anticipata dal parlamentare Maurizio Scelli (Pdl-Fi) e dal senatore Fabrizio Di Stefano (Pdl-An). Sotto la scure dei tagli sono finite due corse utilizzate da pendolari e studenti: quella delle 18 da Sulmona per Roma e quella delle 19 da Roma. Sull'impegno della Regione, il parlamentare Scelli ha ricevuto garanzie dallo stesso presidente. «Il risultato», sottolinea Scelli, «è scaturito anche dopo le continue sollecitazioni del presidente della Federcopa, Francesco Di Nisio, che ha condotto una meritoria ed efficace battaglia in tal senso». Domani Di Nisio e l'assessore comunale ai Trasporti Mauro Tirabassi incontreranno l'assessore regionale Morra in vista della riunione della giunta regionale fissata per martedì. L'annuncio dei tagli alle corse ha da subito scatenato le reazioni, non solo dei pendolari, ma anche degli amministratori comunali e provinciali. In testa Federcopa e il Comune di Sulmona che hanno costituito un comitato. «L'impegno a fare in modo che non vengano soppresse le corse, ritenute di fondamentale importanza per i pendolari», riprende Scelli, «è la conferma della concretezza politica della nuova giunta regionale, che non a caso ha rivolto la sua prima e forte azione a favore del Centro Abruzzo, fugando ogni dubbio sulla paventata scarsa attenzione per il territorio e rispondendo così alla stucchevole polemica sollevata sull'assenza di propri rappresentanti».
Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri regionali Luca Ricciuti, che ha chiesto all'assessore ai trasporti Morra di avviare un confronto con l'Arpa, e Walter Di Bastiano, che ha definito «assurda la decisione presa dai vertici dell'Arpa».