Bonanni: cercano nuovi argomenti perché sono isolati. Angeletti: a noi non viene permesso di giudicare le loro scelte sbagliate
ROMA - Lo scontro tra sindacati sulla riforma dei contratti (Cgil su un fronte, Cisl e Uil su quello contrapposto) si arricchisce di un altro capitolo: il capitolo dedicato al referendum sull'accordo firmato da Bonanni e Angeletti a Palazzo Chigi. Ne annuncia richiesta formale Guglielmo Epifani, leader Cgil, nel giorno della commemorazione, a Genova, del sindacalista Guido Rossa, ucciso trent'anni fa dalle BR. Ma a stretto giro di posta incassa il no a muso duro di Cisl e Uil.
«Nel '93 - manda a dire Epifani - i lavoratori votarono: e anche oggi non si parla di un singolo atto, ma di un'architrave della costituzione delle relazioni sindacali. Quando fai una costituzione, non puoi escludere nessuno . E la parola definitiva ce l'hanno i lavoratori. Perciò chiederemo formalmente a Cisl e Uil una discussione in tutti i luoghi di lavoro e modalità attraverso cui i lavoratori possano liberamente esprimersi. Il referendum è condizione democratica ineludibile in questa situazione».
«La Cgil sa benissimo che i referendum unitari sono agibili solo quando si fanno accordi unitari - replica Raffaele Bonanni. - Altrimenti ognuno consulta i propri iscritti. Lo chiede perché non ha più argomenti e ne cerca altri per giustificare il proprio autoisolamento. Epifani - aggiunge Bonanni - ha legittimamente deciso di fare ciò che ha voluto venendo meno a impegni unitari. Forse avrebbe fatto meglio a consultare i suoi iscritti prima di rompere un accordo definito da decine di documenti e riunioni di strutture unitarie». Aggunge ancora Bonanni: «non è l'antagonismo che ci salva, non è la contrapposizione che ci salva. A me dispiace - ha aggiunto Bonanni - che anche dei politici si lasciano catturare, in questo momento, da tattiche varie e da un linguaggio di 30 anni fa».
Per Angeletti, il nodo è «la mancanza di reciprocità: «La Cgil ci chiede di fatto che le decisioni della Uil siano sottoposte al voto non solo dei nostri iscritti, ma anche degli iscritti alla Cgil. Noi saremmo d'accordo se anche le decisioni della Cgil che la Uil non condivide fossero sottoposte a voto, a partire dagli scioperi unilateriali o le manifestazioni in solitario». E Ageletti conclude: «Loro assumono decisioni che non condividiamo e poi vogliono votare sulle nostre?».
Cisl e Uil rigettano poi in coro il riferimento al referendum sul protocollo Ciampi del '93 (ma anche quello sul protocollo sul Welfare stipulato con il governo Prodi). Entrambe furono «consultazioni legittime perché si trattò di accordo unitario».
Dalla Cgil arriva intanto un primo "warning" sugli effetti per i lavoratori dell'accordo. Secondo il Dipartimento settori pubblici del sindacato, nel pubblico impiego «non ci saranno più trattative per i contratti: deciderà tutto il governo. Al massimo il sindacato concerterà, nei limiti dei saldi di bilancio» il nuovo indice dei prezzi al consumo cui ancorare gli aumenti contrattuali nazionali. Ma siccome - è la tesi della Cgil l'indice sarà vincolato in Finanziaria, sarà decisivo un fattore su cui i sindacati non avranno voce. E sempre dal sindacato di Epifani annuncia per i primi di marzo uno sciopero di tutti i comparti della scuola, come reazione all'intesa - non siglata dala Cgil - sul rinnovo del cotnratto del settore.