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Data: 25/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Epifani insiste sul referendum. Ma Cisl e Uil sono contrarie: niente firma, niente consultazione

Non si placa il contrasto tra i sindacati. Ma Bonanni spera che la Cgil ci possa ripensare

ROMA. Il leader della Cgil Guglielmo Epifani teme che d'ora in avanti per il rinnovo dei contratti vigeranno «le regole della giungla, la legge del più forte». E dopo il no all'accordo sul nuovo modello contrattuale chiede a Cisl e Uil, che hanno invece firmato l'intesa, di dare l'ultima parola a tutti i lavoratori, con un referendum. A stretto giro il no dei leader di Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni: gli iscritti della Cgil non possono giudicare una intesa che il loro sindacato non ha firmato, dicono i leader di Uil e Cisl. Mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commenta: «La Cgil si è fossilizzata su posizioni antistoriche che francamente non riesco a capire quanto bene possano fare, non solo alla Cgil stessa. Fanno male soprattutto ai lavoratori».
Il dibattito del giorno dopo è acceso. Il no del primo sindacato italiano all'intesa firmata da 25 tra sigle sindacali e associazioni dei datori di lavoro apre una difficile fase di confronto, tra sindacati, con gli industriali, e tra parti sociali e governo. Per il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, «c'è ancora tempo per recuperare anche la Cgil. Ed è quello che la Cisl auspica sinceramente». Dare «la parola definitiva» a tutti i lavoratori, ha detto Epifani, «è una condizione democratica e ineludibile in questa situazione». Serve un referendum, ha detto da Genova (dove ha partecipato alla commemorazione del sindacalista Guido Rossa, ucciso trent'anni fa dalle Brigate Rosse): «Chiederemo formalmente a Cisl e Uil di procedere a una discussione in tutti i luoghi di lavoro e di definire le modalità attraverso cui i lavoratori possono liberamente esprimersi». Secco il no di Luigi Angeletti, per «un motivo semplice: serve reciprocità - dice il leader della Uil -. Abbiamo firmato un accordo che la Cgil non condivide, e vuole che anche i suoi iscritti possano giudicare questa decisione. Va bene solo se è un patto, solo se d'ora in avanti anche i nostri iscritti potranno giudicare le decisioni della Cgil che noi non condividiamo». E la pensa così anche Raffaele Bonanni: «Non comprendiamo proprio questa richiesta della Cgil», dice. Per il segretario generale della Cisl «il referendum ha un senso ed un valore politico quando si tratta di accordi unitari», mentre in questo caso «chi ha sottoscritto l'intesa consulterà i propri iscritti ed i lavoratori». Epifani incalza: non aver raggiunto una intesa condivisa «è un errore molto pesante, soprattutto verso i lavoratori e le imprese», e non manca «una responsabilità di Confindustria: è inutile che la presidente Emma Marcegaglia inviti la Cgil a ritornare. La Cgil aveva dichiarato fino a un minuto prima la propria disponibilità e anche di più a ritoccare quelle parte della proposta che avrebbero consentito di chiudere diversamente la vicenda. Quali? Confindustria lo sa, non ha voluto. Non ha voluto perchè non poteva e questo mi fa dire che ha una corresponsabilità».

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