Nel Pd scontro sulla questione morale. De Vico all'attacco: nel partito si parla solo di uomini e posti
PESCARA. Sullo spoil system si registra l'intervento dell'ex assessore ai trasporti Donato Di Matteo, che difende l'operato del suo ex direttore, Luigi De Collibus, dato per uscente per lasciare il posto a Carla Mannetti, candidata ma non eletta nel Pdl in provincia dell'Aquila, già capo di gabinetto con la giunta, Pace. «Senza nulla togliere alle qualità professionali della Mannetti che, secondo indiscrezioni potrebbe essere il nuovo direttore dei trasporti», dice Di Matteo, «consiglierei all'assessore Morra di riflettere sulle scelte perché il settore è molto tecnico e bisogna avere al fianco professionisti che da tempo sono esperti della materia. Così come dichiarato dall'assessore Castiglione che ha parlato di uno spoil system non selvaggio»
«Quando noi scegliemmo il direttore De Collibus», prosegue Di Matteo, «non lo abbiamo fatto per meriti politici ma ci siamo attenuti ai principi del merito e della professionalità. E nella mia breve esperienza conclude l'ex consigliere comunale, devo dire di aver trovato un gruppo di dirigenti e un direttore di altissima a qualità».
Nel Pd però più che le questioni legate allo spoil system infervorano le tensioni interne al partito. Antonello De Vico ex assessore provinciale di Pescara dimessosi per candidarsi alle elezioni regionali dello scorso anno. De Vico definisce «insopportabili, assolutamente non condivisibili ed arroganti», i giudizi contenuti in un comunicato divulgato dal segretario provinciale del Pd Antonio Castricone.
«Castricone, usando a sproposito il termine "complotto" riferito alla magistratura che "starebbe agendo contro il centrosinistra"», contesta De Vico, «dimostra che questo Partito democratico sta compiendo una scelta politica assolutamente da censurare, confermando un' intollerabile allergia alla questione morale e mostrandosi irritato dall'azione di una Magistratura a cui da anni questo stesso partito ha purtroppo fornito copioso lavoro».
«Non condivido», afferma ancora De Vico, «questa inconsulta reazione che conferma la realtà di un gruppo dirigente allo sbando che non intende neppure per un momento proporsi una riflessione autocritica rispetto alle cause che hanno determinato le sue recenti sconfitte elettorali. Si è infatti ricominciato solo a discutere di uomini e poltrone», ridlette DE Vico, «in vista dei prossimi appuntamenti elettorali di primavera, senza alcuna analisi che avrebbe dovuto coinvolgere in un ampio dibattito democratico con umiltà e non con prese di posizioni arroganti, la base del partito che assiste attonita a questo stato di cose, non partecipa alle primarie e che è costretta ad allontanarsi dal Pd».