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Data: 26/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Smog, è allarme polveri sottili a Teramo. Dall'inizio dell'anno a oggi sforati per sei volte i limiti delle "Pm10"

I dati registrati dall'unica centralina di monitoraggio della qualità dell'aria piazzata in viale Crispi

Allarme rosso per la qualità dell'aria a Teramo. Nell'azione di monitoraggio da parte dell'unica centralina fissa nel territorio comunale di Teramo, gli indici di sicurezza sono stati superati ben sei volte dall'inizio dell'anno: una sequenza preoccupante, in considerazione del breve arco temporale. Gli sforamenti rilevati si riferiscono ai fatidici "pm10", il materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche di circa 10 millesimi di millimetro: le cosidette polveri sottili che, se assunte in una certa quantità, possono nuocere all'apparato respiratorio. Dalla centralina fissa posta in viale Crispi, a ridosso della scuola elementare "Noè Lucidi", lo sbarramento dei 50 millesimi di millimetro al metro cubo (50 µm/m3), valore oltre cui scatta il pericolo, è stato raggiunto e superato ben sei volte. Se lo sforamento verrà ripetuto almeno per 36 volte durante l'anno in corso, bisognerà prendere provvedimenti, come in teoria il traffico a targhe alterne. Si sta ripetendo quel che accadde proprio un anno fa, quando a Teramo tra il mese di gennaio e febbraio i valori salirono per una serie di circostanze ambientali, ma soprattutto per le emissioni costituite da combustione e traffico auto veicolare: in genere in città i mesi meno pericolosi sono quelli di luglio, agosto e settembre, quando decresce la mole di traffico. Quando fu collocata la stazione di monitoraggio in viale Crispi, furono seguite diverse indicazioni di base: su tutte il porre sotto osservazione l'arteria considerata ad alta concentrazione di traffico, in seconda battuta anche la tutela della salute degli scolari. A Teramo non esiste la struttura mobile per i rilevamenti, in dotazione però presso l'Arta che in teoria dovrebbe dividerla tra le quattro province: ma solo in teoria. In Municipio, fu presentata l'idea di una seconda e addirittura di una terza centralina fissa, da sistemare lungo il quartiere Cona e la frazione San Nicolò a Tordino, ma del progetto poi non se ne è saputo più nulla. Fino poco tempo fa, nel rapporto annuale di Legambiente, Teramo non veniva nemmeno classificata, perché a piazza Orsini l'allora sindaco Gianni Chiodi non intendeva assolutamente fornire i dati ad un ente «che avrebbe strumentalizzato la lettura alla causa della sinistra». A riallacciare i rapporti, ci pensò l'ex assessore Raimondo Micheli: furono sufficienti due tappe nell'ufficio capitolino del responsabile capo Mirco Laurenti e la città riapparve nelle graduatorie nazionali.

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