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Data: 27/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Centro oli, la Regione dica sì» Cgil e lavoratori: Abruzzo, posti a rischio senza l'Eni

PESCARA. «E' necessario che la politica abruzzese a tutti i livelli recuperi il ruolo, e che valuti con lucidità cosa potrebbe significare per lo sviluppo industriale della nostra regione un'eventuale decisione di disimpegno dell'Eni». L'appello questa volta non arriva dai contestatori del Centro oli che l'Eni vuole realizzare ad Ortona ma arriva dall'assemblea regionale dei lavoratori-dell'Eni iscritti alla Filcem Cgil, con la partecipazione del segretario regionale Nicola Primavera e provinciale della categoria Carmine Torricella, per discutere l'attuale situazione del settore energia. L'assemblea dei lavoratori e la Filcem Cgil hanno chiesto alI'Eni il mantenimento degli accordi sottoscritti a partire da quello di Roma del 11 settembre 2001 con «l'assenso di tutta la classe politica abruzzese», rimarca il sindacato, «e gli impegni di sviluppo per il sito di Ortona che potrebbe rischiare il completo smantellamento se confermate le ventilate notizie di un progressivo disimpegno della società nell'area abruzzese con pesanti ricadute occupazionali sia direttamente per Eni che per l'indotto».
La Filcem e l'assemblea dei lavoratori fanno anche un appello «a chi si sta battendo per evitare la realizzazione del centro olii di Ortona di valutare con attenzione ed obiettività il danno che stanno provocando allo sviluppo dell'intera regione». Infine anche un invito a tutte le parti «ad una seria e rispettosa presa di coscienza su cosa si sta ipotizzando per il sito Eni di Ortona prima di parlare con facilità di "distruzione del territorio" e sollecitano un deciso intervento da parte della nuova giunta regionale per l'apertura di un serio confronto con Eni che porti alla difesa e valorizzazione del sito Eni di Ortona e far si che non si perda una seria occasione di sviluppo per la zona ortonese, per la provincia di Chieti e per l'Abruzzo».

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