La Conferenza delle Regioni ha approvato, nella seduta del 22 gennaio scorso, un documento sui servizi ferroviari che parte dalla relazione di Trenitalia "sulle modalitā di esercizio delle funzioni e dei compiti di programmazione e di amministrazione delegate alle Regioni a statuto ordinario in materia di servizi ferroviari..." formulando diverse osservazioni critiche. Vediamole nel dettaglio. Secondo la Conferenza delle Regioni le risorse destinate con la finanziaria 2008 sono insufficienti a coprire l'entitā dell'adeguamento dei trasferimenti statali e comunque non risolvono il problema degli oneri finanziari che le imprese, e quindi le Regioni, hanno dovuto sostenere dal 2001 al 2007 in relazione alla minore disponibilitā di risorse rispetto a quelle previste dal decreto Burlando. Pertanto - si legge nel documento - bisogna provvedere all'erogazione di competenza dell'anno 2002 e, successivamente, procedere a coprire pro-quota le somme dovute alle singole imprese per il periodo 2003-2007. Inoltre, si legge nel documento, non č intervenuto alcun adeguamento delle risorse in relazione ai maggiori servizi attivati sui nuovi tratti di rete aperti all'esercizio a conclusione dell'attivitā di realizzazione dei progetti e relativi programmi di finanziamento avviati dal Ministero dei Trasporti prima del trasferimento alle Regioni delle societā ferroviarie. Le economie realizzate nell'applicazione della 422/97 vanno riconosciute - dicono - attraverso la sottoscrizione di accordi integrativi dei quali si sollecita la conclusione, a ciascuna Regione, per la realizzazione di investimenti della stessa natura. Va, inoltre, affrontata e risolta la questione dell'aliquota IVA da applicare ai contratti relativi alla gestione delle infrastrutture ferroviarie. Infatti, da un lato, le Regioni osservano che la correttezza dell'applicazione dell'aliquota del 10% risulta affermata dalle competenti direzioni regionali dell'Agenzia delle Entrate in sede di risposta ad interpello proposto delle Regioni Puglia e Calabria; dall'altro risulta che, in occasione di accertamenti di polizia tributaria presso alcune societā ferroviarie, č stata sostenuta l'applicabilitā dell'aliquota del 20%. E' rimasto, infine, irrisolto - concludono - il problema della copertura dei costi connessi agli adempimenti tecnici ed amministrativi concernenti le operazioni di accatastamento dei beni trasferiti dallo Stato alle Regioni. Al riguardo le Regioni sostengono che l'intera operazione di trasferimento dei beni non possa comportare oneri per gli enti territoriali in quanto lo stesso decreto Burlando ne prevede la totale gratuitā.