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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
E i bus viaggiano semivuoti. Molte corse annullate, fermi pure centinaia di Tir

LANCIANO. E' un'equazione ormai consolidata: si ferma la Val di Sangro e si ferma tutto, trasporti compresi. Gli autobus che trasportavano centinaia di operai in fabbrica adesso portano si e no dieci passeggeri. E gli autotrasportatori sono l'altra faccia di una crisi che si è diramata sul territorio peggio di un'epidemia. E' dei giorni scorsi il convegno indetto dalla Confartigianato di Chieti per fare il punto sulla delicata situazione di camionisti e padroncini della provincia, vessati dalle tasse e arenati nella mancanza di richieste e di ordinazioni.
E' tutto fermo in Val di Sangro, macchinari e trasporti. Sulle vie che portano alla Sevel e altre decine di piccole e medie aziende non c'è più il traffico di una volta. Autobus a due piani non se ne vedono più, e nemmeno camion. Della crisi che si abbatte sugli autotrasportatori se n'è parlato nei giorni scorsi nella sede del Patto territoriale Sangro-Aventino di Santa Maria Imbaro. Un deserto di ordinativi che sta mandando sul lastrico decine di autotrasportatori, in maggiornaza padroncini che lavorano per conto terzi. In provincia si calcola siano circa 800. Tutti legati ai trasporti che il mercato interno richiede. Fermo il mercato, fermi i trasporti.
«E' una situazione grave - spiega Daniele Giangiulli (nella foto in basso), direttore provinciale Confartgianato - perché per le industrie può intervenire il governo, ma agli artigiani non pensa nessuno». Nel convegno sono stati affrontati altri temi importanti per il settore, come l'ultima manovra finanziaria del governo e le battaglie che la Confartigianato sta portando avanti per ridurre i premi Inail e per gli incentivi sulle aggregazioni. Presenti tra i vari responsabili provinciali e regionali di Confartigianato trasporti, anche il sindaco di Lanciano Filippo Paolini (Fi-Pdl) e l'assessore provinciale alle Attività produttive, Giovanni Di Fonzo (Pd).
Proprio quest'ultimo ha promesso di organizzare un incontro con il neo dirigente del settore trasporti in regione per cercare di snellire la burocrazia per l'iscrizione all'albo degli autotrasportatori e ridurre al minimo il numero di persone che devono sostenere l'esame di idoneità. «Ci sono autotrasportatori - spiega Giangiulli - che devono sostenere di nuovo l'esame di guida scritto dopo 30 anni di lavoro, è una fatica immane per loro».
Ma oltre alla burocrazia c'è tanto di più ad appesantire un settore in evidente affanno da circa tre mesi. Si tratta degli aumenti del costo di carburante, pedaggi e assicurazione, una spesa ingestibile in periodo di crisi. Le normative in ballo aspettano tutte un decreto, nel frattempo Confartigianato promette, previa iscrizione, una serie di agevolazioni per abbattere i costi fissi. E ai camionisti in difficoltà è stato dato il consiglio di cercare di diversificare con più committenti il loro lavoro, un'ipotesi tuttavia difficilmente perseguibile visto che la maggiorparte degli autotrasportatori frentani è mono-committente.

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