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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via alla nona legislatura - Chiodi: «Faremo una rivoluzione meritocratica» Riduzione della spesa, misure anticrisi, centralità dell'impresa; meno Asl, un solo Ato e un solo Ater

In 21 cartelle il presidente nella seduta d'insediamento del Consiglio ha illustrato il documento programmatico

L'AQUILA - Rivoluzione meritocratica, riduzione della spesa, misure anticrisi, centralità dell'impresa, aiuti alle famiglie, risanamento del sistema sanitario, diminuzione dei costi della politica e quindi meno Asl, un solo Ato e un solo Ater. Sono questi soltanto alcuni dei punti del documento programmatico che Gianni Chiodi ha presentato nella seduta d'insediamento del Consiglio Regionale, il primo della nona legislatura. Ventuno cartelle dattiloscritte che hanno occupato più di un'ora di intervento con cui il governatore dell'Abruzzo ha spiegato quali sono le linee della sua gestione: rigenerazione della politica, rivitalizzazione dell'economia, riconquista dei cittadini delusi dalla politica. Chiodi è partito dalle criticità dell'Abruzzo: basso tasso di crescita, rete ferroviaria inadeguata, infrastrutture portuali inesistenti, spesa sanitaria oltre la media, smaltimento dei rifiuti precario, sistema idrico obsoleto. «Ma la criticità principale- ha detto- deriva dal fatto che l'Abruzzo non ha saputo cogliere le trasformazioni sociali, economiche e demografiche». Poi la ricetta per i cinque anni di governo, in dodici punti. Al primo la rivoluzione meritocratica. «La classe politica abruzzese, di destra e di sinistra, non dovrà più portare voti promettendo cose ai gruppi di interesse, ma convincere gli elettori dei benefici a lungo termine del merito». E come primo passo l'impegno a fare lo "spoil system" «guardando anche al merito e non solo alla contiguità politica». Insomma, chi è bravo può restare, indipendentemente dallo sponsor partitico. Ma va ridotta anche la spesa regionale perché è finito il tempo del «tanto paga Pantalone». Oggi i soldi sono pochi e servono per adottare misure anticrisi in favore del sistema produttivo, Consorzi e cooperative, e per promuovere nuovi canali di accesso al credito. Ma non solo, perché andranno adottate misure per le famiglie: social card, servizi agevolati a chi ne ha veramente bisogno, assistenza agli anziani non autosufficienti, custodia dei bambini. Per Chiodi «va assolutamente esaltata la centralità dell'impresa», perciò va creata una task force per la semplificazione amministrativa «ma dovremo aggredire anche i punti critici per la competitività come la liberalizzazione dei servizi pubblici regionali e locali». Un occhio particolare va riservato alla costa sud del Mediterraneo che va dal Marocco alla Turchia, «un'area in pieno decollo, a poche ore di volo dall'Abruzzo che rappresenta un'opportunità straordinaria per la nostra regione». Come la rappresenta un eventuale "patto con Roma" «che non ha più terreni da destinare ad insediamenti industriali» e che potrebbe guardare all'Abruzzo. «E qui L'Aquila e la sua provincia possono avere un ruolo determinante». La sanità è uno dei nodi fondamentali del programma del governatore. «La crisi della sanità abruzzese è dovuta a una spesa significativa, alla grande estensione territoriale e alla popolazione scarsa. Questo ci ha portato ad avere un altissimo numero di distretti sanitari, ben sei Asl e molti ospedali». Le soluzioni: riforme strutturali, riduzione delle spese, taglio dei doppioni e delle Asl, più controlli sulle cliniche private. Gli altri punti del programma di Chiodi: l'Abruzzo città regione, la riduzione dei costi della politica, una nuova governance regionale, un nuovo welfare e un codice etico.



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