PESCARA. Un pacchetto abruzzese anti-crisi. Lo chiedono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil al presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, col quale vorrebbero parlare subito a quattr'occhi per capire come fronteggiare le difficoltà che stanno mettendo a dura prova anche l'economia dell'Abruzzo.
I rappresentanti sindacali hanno già avanzato una richiesta formale di incontro al presidente Chiodi, ritenendo che sia necessario «il massimo coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, e quindi Stato, Regione, Province e Comuni, e le parti sociali».
Le linee di fondo sembrano già chiare, almeno nelle intenzioni dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil, rappresentate in Abruzzo dai segretari Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo, chiedono che vengano «individuate le risorse per potenziare gli ammortizzatori sociali e che si intervenga sui capitoli della fiscalità, delle tariffe, dei prezzi, del credito, degli investimenti pubblici».
La ricetta per uscire dalla crisi passa dunque per diversi meccanismi, e a spiegarne nel dettaglio i contenuti è Campo. «Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali», dice il segretario della Uil, «riteniamo che vadano estesi anche a categorie che al momento sono escluse ma che vivono comunque una fase di emergenza. E' chiaro che la Regione non ha risorse proprie da mobilitare su questo fronte ma si potrebbe pensare di utilizzare una parte dei fondi strutturali (il Fondo sociale europeo, programmato fino al 2013), cambiando la loro destinazione iniziale e spendendoli subito. In alcune Regioni questa strada è stata già seguita, è stato raggiunto l'accordo coi sindacati e ora si punta all'ok del Governo e della Conferenza Stato-Regioni. Di questo però, dobbiamo parlare con Chiodi, per capire a quali fondi si può far ricorso qui e per quali importi. Se riuscisse una manovra del genere l'Abruzzo potrebbe contare su somme superiori a quelle già previsti dal governo per gli ammortizzatori sociali nel pacchetto anti-crisi».
Ma non è finita.
«La proposta del sindacato», prosegue Campo, «è più articolata e prevede anche delle misure per rendere esenti, ad esempio, determinati cittadini con reddito fisso dal pagamento di alcune tariffe. Oppure si potrebbe pensare di stipulare accordi con commercianti e artigiani per dar vita a un paniere di prodotti rispetto ai quali calmierare i prezzi. O ancora, si potrebbero destinare risorse alla agevolazione dell'accesso al credito, attraverso i consorzi fidi. E poi, senza dubbio, servono più investimenti pubblici».